Da: Yogani
Data: Mercoledi 3 Dicembre 2003 ore 16:08
Nuovi Visitatori: si raccomanda che
leggiate dal principio, in quanto le lezioni precedenti sono un
requisito indispensabile per questa. La prima lezione è "Perchè questa discussione?"
D: i miei dipendenti mi dicono che sono meno irritabile. Non sono sicuro che questa sia una cosa positiva. Diventerò un debole a causa della meditazione?
R: è improbabile. Diventerai molto più forte a causa della meditazione. Ciò significa diventare ciò che sei ad un livello più fondamentale. Allo stesso tempo, ti impegnerai sempre meno in comportamenti dannosi e tensione. Sarai meno irritabile e sarai più risoluto, ma con calma, relativamente alle cose che per te sono importanti. Le persone hanno già notato qualcosa. Questa è una cosa buona. Ti troverai in una condizione migliore per motivare i tuoi dipendenti, in quanto agirai maggiormente da un livello di forza interiore piuttosto che da un livello di rabbia e tensione.
Naturalmente c'è la convinzione che la tensione sia necessaria per motivare le persone, specialmente negli affari. Si dice che "il timore sia il grande motivatore". La paura è un incentivo. Ma è utile solo se stimola le persone ad ottenere una maggiore realizzazione di verità interiore, che comprende la crescita oltre la portata della paura. Se la paura non ci motiva a trovare la verità, allora è solo una faticaccia, una ruota senza fine di miseria. Nessuno vuole realmente essere su quella ruota, nemmeno quelli che la stanno girando, che la ruotano per gli altri. Fino ad ora, ci può essere sembrato che non ci fosse un'alternativa. Ma esiste e le cose possono cambiare. Immergiti quotidianamente nella meditazione, scenderai dalla ruota ed aiuterai pure gli altri a scendere. Scoprirai che gli affari e tutta la vita sono molto più appaganti con lo svanire dell'irritabilità.
L'irritabilità svanisce mentre cresce la pura beatitudine della coscienza. Ed allora non ci saranno più i limiti a ciò che potrai realizzare.
Il guru è in te.
Nota: Per istruzioni dettagliate sulla meditazione profonda, vedi AYP Deep Meditation book.
Link all'indice delle lezioni
Le lezioni in lingua originale sono disponibili al seguente link:
http://www.aypsite.org/MainDirectory.html
http://www.aypsite.org/MainDirectory.html
lunedì 15 settembre 2014
domenica 14 settembre 2014
Lezione 27 - Meditazione: Domanda e Risposta - Localizzazione del mantra durante la meditazione
Da: Yogani
Data: Mercoledi 3 Dicembre 2003 ore 00:08
Nuovi Visitatori: si raccomanda che leggiate dal principio, in quanto le lezioni precedenti sono un requisito indispensabile per questa. La prima lezione è "Perchè questa discussione?"
D: Devo pensare al mantra in posti specifici nel corpo? Talvolta gravita all'interno di alcune ubicazioni fisiche dentro di me.
R: No, deliberatamente non localizziamo il mantra fisicamente. Questa è una domanda sottile, perché il mantra possiede una qualità liberatoria che risveglia il sistema nervoso secondo determinate modalità che sono state discusse, quando è stata posta la domanda relativamente alla qualità vibratoria del mantra. Così potrebbe essere sperimentato in qualche punto o in un altro, come hai detto. Ma non lo favoriamo. Continuiamo sempre con la semplice procedura di utilizzare il mantra.
Nei suoi ambiti più sottili, il sistema nervoso è come un diapason, piuttosto come una moltitudine di diapason, con solo alcuni diapason che armonizzano le vibrazioni di tutti gli altri. Il mantra risuona con questi pochi diapason principali. Successivamente intensificheremo il mantra per allargare l'influenza di questo effetto diapason. Il risultato sarà di ottenere un silenzio interiore più ampio, profondo, inamovibile che sarà sperimentato come pura coscienza di beatitudine che salirà dentro di noi. Va bene se capita di localizzare il mantra in posti specifici. Non ci opponiamo e nemmeno lo incoraggiamo. Proprio come consentiamo al mantra di sistemarsi a livelli di sempre maggiore tranquillità, allo stesso modo lasciamo che si esprima ovunque nel corpo con naturalezza. E va bene anche se non si presenta in posti specifici. Non sono localizzazioni fisiche. Il mantra risuona con naturalezza secondo il complesso processo di purificazione che avviene dentro di noi mentre meditiamo. Tutto quello che dobbiamo fare è di seguire la semplice procedura di pensare al mantra con semplicità, e richiamarlo nuovamente alla mente quando ci rendiamo conto di non pensarlo più.
Un'altra ragione per la quale questa domanda relativa alla ubicazione del mantra è sottile, è che presto parleremo del pranayama e replicheremo una forma di respirazione avanzata prima di ogni sessione di meditazione. Ciò comporterà il movimento dell'attenzione in un modo specifico attraverso il corpo fisico, in concerto con il respiro. Utilizzeremo due pratiche in successione: pranayama e meditazione. Ognuna delle due è diversa dall'altra nella procedura. Come vedrete, si complementeranno reciprocamente in maniera significativa. Ciò sarà l'inizio di una integrazione fondamentale di pratiche avanzate di yoga. Ogni parte sarà effettuata in maniera indipendente. E quando questi due metodi saranno effettuati in successione, inizierà ad avvenire una integrazione dentro di noi. L'intero sarà più grande della somma delle parti. Invece di utilizzare un sentiero naturale al divino dentro di noi (la mente), ne adotteremo due (aggiungendo il respiro). Insieme queste modalità trasformeranno il sistema nervoso ad una velocità maggiore. Ciò si rifletterà in una maggiore purificazione con le esperienze correlate ad essa. Questo processo di integrazione delle pratiche si espanderà gradualmente, fino ad abbracciare più pienamente tutti i sentieri naturali che ci conducono all'interno tramite noi. Ciò ci porta ad esprimere in modi sempre più dinamici una pura coscienza di beatitudine. Questa integrazione di pratiche èun processo sottile, simile a suonare uno strumento musicale. Dobbiamo essere in grado di fare una cosa alla volta e fare una cosa diversa in un altro momento. Con un po' di pratica, faremo molte cose diverse allo stesso tempo. Fa tutto parte di un rivelarsi spontaneo dentro di noi e le stesse pratiche diventeranno naturali ed automatiche nel tempo. I risultati che sperimenterete non possono essere descritti a parole, tranne forse con la poesia. Dovete recarvi là e sperimentare voi stessi. E' la vera "frontiera finale". E' il cosmo glorioso, e voi siete il portone.
Il guru è in te.
Nota: Per istruzioni dettagliate sulla meditazione profonda, vedi AYP Deep Meditation book.
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Data: Mercoledi 3 Dicembre 2003 ore 00:08
Nuovi Visitatori: si raccomanda che leggiate dal principio, in quanto le lezioni precedenti sono un requisito indispensabile per questa. La prima lezione è "Perchè questa discussione?"
D: Devo pensare al mantra in posti specifici nel corpo? Talvolta gravita all'interno di alcune ubicazioni fisiche dentro di me.
R: No, deliberatamente non localizziamo il mantra fisicamente. Questa è una domanda sottile, perché il mantra possiede una qualità liberatoria che risveglia il sistema nervoso secondo determinate modalità che sono state discusse, quando è stata posta la domanda relativamente alla qualità vibratoria del mantra. Così potrebbe essere sperimentato in qualche punto o in un altro, come hai detto. Ma non lo favoriamo. Continuiamo sempre con la semplice procedura di utilizzare il mantra.
Nei suoi ambiti più sottili, il sistema nervoso è come un diapason, piuttosto come una moltitudine di diapason, con solo alcuni diapason che armonizzano le vibrazioni di tutti gli altri. Il mantra risuona con questi pochi diapason principali. Successivamente intensificheremo il mantra per allargare l'influenza di questo effetto diapason. Il risultato sarà di ottenere un silenzio interiore più ampio, profondo, inamovibile che sarà sperimentato come pura coscienza di beatitudine che salirà dentro di noi. Va bene se capita di localizzare il mantra in posti specifici. Non ci opponiamo e nemmeno lo incoraggiamo. Proprio come consentiamo al mantra di sistemarsi a livelli di sempre maggiore tranquillità, allo stesso modo lasciamo che si esprima ovunque nel corpo con naturalezza. E va bene anche se non si presenta in posti specifici. Non sono localizzazioni fisiche. Il mantra risuona con naturalezza secondo il complesso processo di purificazione che avviene dentro di noi mentre meditiamo. Tutto quello che dobbiamo fare è di seguire la semplice procedura di pensare al mantra con semplicità, e richiamarlo nuovamente alla mente quando ci rendiamo conto di non pensarlo più.
Un'altra ragione per la quale questa domanda relativa alla ubicazione del mantra è sottile, è che presto parleremo del pranayama e replicheremo una forma di respirazione avanzata prima di ogni sessione di meditazione. Ciò comporterà il movimento dell'attenzione in un modo specifico attraverso il corpo fisico, in concerto con il respiro. Utilizzeremo due pratiche in successione: pranayama e meditazione. Ognuna delle due è diversa dall'altra nella procedura. Come vedrete, si complementeranno reciprocamente in maniera significativa. Ciò sarà l'inizio di una integrazione fondamentale di pratiche avanzate di yoga. Ogni parte sarà effettuata in maniera indipendente. E quando questi due metodi saranno effettuati in successione, inizierà ad avvenire una integrazione dentro di noi. L'intero sarà più grande della somma delle parti. Invece di utilizzare un sentiero naturale al divino dentro di noi (la mente), ne adotteremo due (aggiungendo il respiro). Insieme queste modalità trasformeranno il sistema nervoso ad una velocità maggiore. Ciò si rifletterà in una maggiore purificazione con le esperienze correlate ad essa. Questo processo di integrazione delle pratiche si espanderà gradualmente, fino ad abbracciare più pienamente tutti i sentieri naturali che ci conducono all'interno tramite noi. Ciò ci porta ad esprimere in modi sempre più dinamici una pura coscienza di beatitudine. Questa integrazione di pratiche èun processo sottile, simile a suonare uno strumento musicale. Dobbiamo essere in grado di fare una cosa alla volta e fare una cosa diversa in un altro momento. Con un po' di pratica, faremo molte cose diverse allo stesso tempo. Fa tutto parte di un rivelarsi spontaneo dentro di noi e le stesse pratiche diventeranno naturali ed automatiche nel tempo. I risultati che sperimenterete non possono essere descritti a parole, tranne forse con la poesia. Dovete recarvi là e sperimentare voi stessi. E' la vera "frontiera finale". E' il cosmo glorioso, e voi siete il portone.
Il guru è in te.
Nota: Per istruzioni dettagliate sulla meditazione profonda, vedi AYP Deep Meditation book.
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giovedì 28 agosto 2014
Lezione 25 - Meditazione: Domanda e Risposta - Gli effetti della Meditazione in situazioni molto stressanti
Da: Yogani
Data: Martedi 2 Dicembre 2003 ore 16,41
Nuovi Visitatori: si raccomanda che leggiate dal principio, in quanto le lezioni precedenti sono un requisito indispensabile per questa. La prima lezione è "Perchè questa discussione?"
D: Sto affrontando un divorzio difficile. La meditazione mi aiuterà a superarlo?
R: Sì lo farà, ma tieni presente che la meditazione non è un cerotto ideato per affrontare solo le crisi imminenti. Si tratta di una pratica a lungo termine che ha molti vantaggi. Uno di questi è lo sviluppo di una crescente tolleranza verso le situazioni di stress elevato. Quindi, la meditazione ti aiuterà nella tua situazione attuale, ma nel tempo la pratica regolare ti renderà più resistente a situazioni di stress elevato.
Perché è così? È un fenomeno interessante e osservabile, connesso al graduale aumento della pura beatitudine della coscienza nel sistema nervoso. Mentre meditiamo, scopriamo nel corso del tempo, che c'è più "silenzio" in noi. Non è che diventiamo silenziosi nella nostra vita esteriore. Agli occhi degli altri sembreremo sempre gli stessi, forse solo un po' più calmi. Ma di dentro siamo più quieti. Non vagheremo casualmente nei nostri pensieri, sentimenti e reazioni fisiche interiori come prima. Meno stridore, sapete. Questa esperienza del silenzio interiore continua a crescere, mentre continuiamo a meditare ogni giorno per settimane, mesi e anni. Mentre ciò accade, ci accorgiamo che gli sconvolgimenti della vita quotidiana non ci disturbano tanto. Alcune cose che ci turbavano in passato, non lo fanno più. Diventiamo saldi internamente. Se c'è un evento improvviso, come una esplosione, che in passato ci faceva saltare, adesso potrebbe neanche farci muovere. La sperimenteremo da un qualche posto dentro di noi che non è coinvolto. Ci passa attraverso, lasciando poche tracce di tensione. Ciò significa che diventiamo freddi e insensibili? Assolutamente no. Continuiamo a percepire, in realtà diventiamo più compassionevoli, ma non siamo travolti dalle emozioni come lo eravamo prima.
Questo silenzio interiore, questa fermezza interiore sono la cosa fondamentale che non è annullata da situazioni di stress.
Dal punto di vista spirituale, è ben descritto da Gesù quando dice: "Il saggio ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono sulla casa, ed essa non cadde perché era fondata sulla roccia".
Se costruisci la tua casa sulla roccia del tuo silenzio interiore, nulla sarà in grado di portarti fuori equilibrio. Ecco perché la meditazione è una delle migliori terapie conosciute contro lo stress. La meditazione contribuisce a coltivare preventivamente il sistema nervoso onde preservare la buona salute, stabilizzare l'equilibrio ed il silenzio interiore, prima che imperversino le tempeste della vita.
Oltre a questi benefici quotidiani e pratici, il silenzio interiore è anche la base per l'ascesa di estasi divina nel sistema nervoso, per affinare la nostra percezione del mondo che ci circonda in un maniera sublime. L'aumento del silenzio nel sistema nervoso è la prima fase del processo di illuminazione.
Il guru è in te.
Nota: Per istruzioni dettagliate sulla meditazione profonda, vedi AYP Deep Meditation book.
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Data: Martedi 2 Dicembre 2003 ore 16,41
Nuovi Visitatori: si raccomanda che leggiate dal principio, in quanto le lezioni precedenti sono un requisito indispensabile per questa. La prima lezione è "Perchè questa discussione?"
D: Sto affrontando un divorzio difficile. La meditazione mi aiuterà a superarlo?
R: Sì lo farà, ma tieni presente che la meditazione non è un cerotto ideato per affrontare solo le crisi imminenti. Si tratta di una pratica a lungo termine che ha molti vantaggi. Uno di questi è lo sviluppo di una crescente tolleranza verso le situazioni di stress elevato. Quindi, la meditazione ti aiuterà nella tua situazione attuale, ma nel tempo la pratica regolare ti renderà più resistente a situazioni di stress elevato.
Perché è così? È un fenomeno interessante e osservabile, connesso al graduale aumento della pura beatitudine della coscienza nel sistema nervoso. Mentre meditiamo, scopriamo nel corso del tempo, che c'è più "silenzio" in noi. Non è che diventiamo silenziosi nella nostra vita esteriore. Agli occhi degli altri sembreremo sempre gli stessi, forse solo un po' più calmi. Ma di dentro siamo più quieti. Non vagheremo casualmente nei nostri pensieri, sentimenti e reazioni fisiche interiori come prima. Meno stridore, sapete. Questa esperienza del silenzio interiore continua a crescere, mentre continuiamo a meditare ogni giorno per settimane, mesi e anni. Mentre ciò accade, ci accorgiamo che gli sconvolgimenti della vita quotidiana non ci disturbano tanto. Alcune cose che ci turbavano in passato, non lo fanno più. Diventiamo saldi internamente. Se c'è un evento improvviso, come una esplosione, che in passato ci faceva saltare, adesso potrebbe neanche farci muovere. La sperimenteremo da un qualche posto dentro di noi che non è coinvolto. Ci passa attraverso, lasciando poche tracce di tensione. Ciò significa che diventiamo freddi e insensibili? Assolutamente no. Continuiamo a percepire, in realtà diventiamo più compassionevoli, ma non siamo travolti dalle emozioni come lo eravamo prima.
Questo silenzio interiore, questa fermezza interiore sono la cosa fondamentale che non è annullata da situazioni di stress.
Dal punto di vista spirituale, è ben descritto da Gesù quando dice: "Il saggio ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono sulla casa, ed essa non cadde perché era fondata sulla roccia".
Se costruisci la tua casa sulla roccia del tuo silenzio interiore, nulla sarà in grado di portarti fuori equilibrio. Ecco perché la meditazione è una delle migliori terapie conosciute contro lo stress. La meditazione contribuisce a coltivare preventivamente il sistema nervoso onde preservare la buona salute, stabilizzare l'equilibrio ed il silenzio interiore, prima che imperversino le tempeste della vita.
Oltre a questi benefici quotidiani e pratici, il silenzio interiore è anche la base per l'ascesa di estasi divina nel sistema nervoso, per affinare la nostra percezione del mondo che ci circonda in un maniera sublime. L'aumento del silenzio nel sistema nervoso è la prima fase del processo di illuminazione.
Il guru è in te.
Nota: Per istruzioni dettagliate sulla meditazione profonda, vedi AYP Deep Meditation book.
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sabato 21 settembre 2013
Lezione 24 - Meditazione: Domanda e Risposta - La meditazione cura le malattie?
Da: Yogani
Data: Martedi 2 Dicembre 2003 ore 15,27
Nuovi Visitatori: si raccomanda che leggiate dal principio, in quanto le lezioni precedenti sono un requisito indispensabile per questa. La prima lezione è "Perchè questa discussione?"
D: Se sono malato, la meditazione mi aiuterà a stare meglio?
R: Può farlo, ma è molto meglio prevenire che curare. Mentre il sistema nervoso diventa più equilibrato nel tempo, tramite una routine regolare di meditazione quotidiana, il sistema immunitario del corpo opera con maggiore efficienza, e c'è una minore possibilità di ammalarsi. Altre pratiche yoga che discuteremo qui, aumenteranno ulteriormente la resistenza del corpo alla malattia. Equilibrio e purezza di corpo e di mente sono noti per essere tra le migliori difese contro la malattia. Anche la meditazione ed altri metodi yoga forniscono il loro contributo in tal senso. Si potrebbe dire che, a lungo termine, la buona salute è un beneficio coincidente con la pratica della meditazione; una base sulla quale stiamo costruendo una cosa molto più grande - l'illuminazione.
Nella nostra cultura occidentale, tendiamo a pensare in termini di lotta contro la malattia quando ci ha colpito, dopo avere condotto per mesi ed anni una vita poco sana, piuttosto che avere coltivato preventivamente uno stato di equilibrio in noi stessi, che praticamente annulla la comparsa della malattia. Senza dubbio il migliore corso d'azione per una buona prevenzione è condurre una vita sana ed equilibrata. Ma se ci si ammala, la meditazione può aiutarci anche in tal caso. Se si è costretti a letto, si può meditare nella maniera più comoda possibile, alternando periodi di riposo. Rilassatevi ed appoggiatevi ad un pila di cuscini. La meditazione aiuterà il processo di guarigione. Ma non aspettatevi che sia una bacchetta magica che correggerà immediatamente una situazione, che alla fine si è indirizzata verso la malattia dopo un periodo di vita non equilibrata. Invece, pensate di tornare alle buone abitudini quotidiane, tra cui la meditazione, che porterà ad equilibrio a lungo termine. Quindi la malattia sarà un fattore minore nella vita.
Certo, prima o poi, questi corpi si disintegreranno e moriranno. Più a lungo avremo coltivato interiormente la pura beatitudine della coscienza e tanto meno pesante e confusa sarà tale transizione. Questa è la più grande cura di tutte.
Il guru è in te.
Nota: Per istruzioni dettagliate sulla meditazione profonda, vedi AYP Deep Meditation book.
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Data: Martedi 2 Dicembre 2003 ore 15,27
Nuovi Visitatori: si raccomanda che leggiate dal principio, in quanto le lezioni precedenti sono un requisito indispensabile per questa. La prima lezione è "Perchè questa discussione?"
D: Se sono malato, la meditazione mi aiuterà a stare meglio?
R: Può farlo, ma è molto meglio prevenire che curare. Mentre il sistema nervoso diventa più equilibrato nel tempo, tramite una routine regolare di meditazione quotidiana, il sistema immunitario del corpo opera con maggiore efficienza, e c'è una minore possibilità di ammalarsi. Altre pratiche yoga che discuteremo qui, aumenteranno ulteriormente la resistenza del corpo alla malattia. Equilibrio e purezza di corpo e di mente sono noti per essere tra le migliori difese contro la malattia. Anche la meditazione ed altri metodi yoga forniscono il loro contributo in tal senso. Si potrebbe dire che, a lungo termine, la buona salute è un beneficio coincidente con la pratica della meditazione; una base sulla quale stiamo costruendo una cosa molto più grande - l'illuminazione.
Nella nostra cultura occidentale, tendiamo a pensare in termini di lotta contro la malattia quando ci ha colpito, dopo avere condotto per mesi ed anni una vita poco sana, piuttosto che avere coltivato preventivamente uno stato di equilibrio in noi stessi, che praticamente annulla la comparsa della malattia. Senza dubbio il migliore corso d'azione per una buona prevenzione è condurre una vita sana ed equilibrata. Ma se ci si ammala, la meditazione può aiutarci anche in tal caso. Se si è costretti a letto, si può meditare nella maniera più comoda possibile, alternando periodi di riposo. Rilassatevi ed appoggiatevi ad un pila di cuscini. La meditazione aiuterà il processo di guarigione. Ma non aspettatevi che sia una bacchetta magica che correggerà immediatamente una situazione, che alla fine si è indirizzata verso la malattia dopo un periodo di vita non equilibrata. Invece, pensate di tornare alle buone abitudini quotidiane, tra cui la meditazione, che porterà ad equilibrio a lungo termine. Quindi la malattia sarà un fattore minore nella vita.
Certo, prima o poi, questi corpi si disintegreranno e moriranno. Più a lungo avremo coltivato interiormente la pura beatitudine della coscienza e tanto meno pesante e confusa sarà tale transizione. Questa è la più grande cura di tutte.
Il guru è in te.
Nota: Per istruzioni dettagliate sulla meditazione profonda, vedi AYP Deep Meditation book.
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domenica 15 settembre 2013
Lezione 23 - Meditazione: Domanda e Risposta - Guardare l'orologio
Da: Yogani
Data: Lunedi, 1 Dicembre 2003 ore 18:53
Nuovi Visitatori: si raccomanda che leggiate dal principio, in quanto le lezioni precedenti sono un requisito indispensabile per questa. La prima lezione è "Perchè questa discussione?"
D: Continuo a sbirciare l'orologio mentre sto meditando, per paura di andare oltre il mio tempo. Come faccio a interrompere questa abitudine che mi distrae?
R: Disponi di un orologio biologico piuttosto preciso. Dagli l'opportunità di operare. Ha solo bisogno di tanto in tanto di essere controllato con un orologio. Mentre ti adatti a delle sessioni meditative regolari, mantenere l'orario diventerà una seconda natura. Quindi, abbi fiducia in te stesso. Va bene se vai oltre il tempo inavvertitamente. E' meglio che essere distratta. In primo luogo lascia andare l'abitudine di guardare l'orologio. Non ti preoccupare del tempo. Sii serena riguardo ad esso. Il tuo corpo sa quando i venti minuti sono terminati. Dopo alcune settimane di pratica quotidiana, potrai aprire gli occhi per la prima volta durante una meditazione e l'orologio mostrerà che sono trascorso venti minuti. Sarai sorpresa di quanto sia facile. Poi il cronometraggio continuerà automaticamente senza alcuno forzo.
Il guru è in te.
Nota: Per istruzioni dettagliate sulla meditazione profonda, vedi AYP Deep Meditation book.
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lunedì 19 agosto 2013
Lezione 22 - Meditazione Domanda e Risposta: La qualità vibratoria del mantra
Da: Yogani
Data: Lunedì 1 Dicembre 2003 ore 18,34
Nuovi Visitatori: si raccomanda che leggiate dal principio, in quanto le lezioni precedenti sono un requisito indispensabile per questa. La prima lezione è "Perchè questa discussione?"
Nota: Per istruzioni dettagliate sulla meditazione profonda, vedi AYP Deep Meditation book.
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Data: Lunedì 1 Dicembre 2003 ore 18,34
Nuovi Visitatori: si raccomanda che leggiate dal principio, in quanto le lezioni precedenti sono un requisito indispensabile per questa. La prima lezione è "Perchè questa discussione?"
D: Hai citato la "profonda qualità vibratoria" del suono
I AM. Cosa significa? Se scelgo di meditare su qualsiasi suono mi piaccia,
funzionerà lo stesso?
R: Alcuni suoni risuonano nel nostro sistema nervoso. Nel profondo
del silenzio della mente, hanno una impronta vibratoria che risveglia il nostro
sistema nervoso in una maniera particolare. I AM è un tale suono. Mentre
continuate a praticare, vedrete che il vostro sistema nervoso si risveglierà in
un modo particolare. Diventerà evidente spontaneamente. Direte "ah
Ha!" perchè sarà ovvio. Quando apprenderemo metodi avanzati di pranayama
(respirazione), impareremo gradualmente a vedere ed a percepire come il mantra
schiude i nervi sottili. . Così tanti sapori di beatitudine. Ciò accade quando
diventa ovvia la qualità vibratoria profonda del suono. Così c'è un metodo per
il mantra. Non è un suono qualsiasi. Tuttavia, potrete meditare utilizzando
qualsiasi suono vi piaccia. Se utilizzate il suono " banana"
potrete portarlo ai livelli profondi di
silenzio della mente. Ma non c'è alcuna garanzia che non finirete con delle
banane che cresceranno dalle vostre orecchie. Sto scherzando....
Mentre diventate esperti, saprete esattamente cosa farà il mantra
mentre vibrerà attraverso i vostri nervi sottili, diffondendosi all'interno
nelle vostre vaste regioni estatiche. Man mano che familiarizzate con i vostri reami cosmici, diverrà chiara l'opzione
di usare certi tipi di suoni, ed anche pensieri che hanno un significato. Ma
dobbiamo compiere un passo alla volta. Oggi il mantra, domani il cosmo.
Appartiene tutto a voi. Tutto è te (In inglese: "It is all you".)
Il guru è in te.
Nota: Per istruzioni dettagliate sulla meditazione profonda, vedi AYP Deep Meditation book.
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domenica 16 giugno 2013
Lezione 21 - Meditazione Domande e Risposte: Oggetti di meditazione
Da: Yogani
Date: Mon Dec 1, 2003 1:14pm
Nuovi Visitatori: si raccomanda che leggiate dal principio, in quanto le lezioni precedenti sono un requisito indispensabile per questa. La prima lezione è "Perchè questa discussione?"
D: Quali sono le differenze esistenti tra la meditazione sul mantra, e quelle sui chakra, un'icona religiosa, una candela ecc.?
R: La meditazione rappresenta il ponte tra l'attenzione su di un oggetto ed il grande oltre che conosciamo come coscienza di beatitudine, priva di pensieri o esperienze sensoriali esterne. Lo scopo è di fare questo viaggio ripetutamente, quotidianamente, come un orologio. La tecnica che utilizziamo è semplice, ma delicata. Fa affidamento sulla capacità naturale della nostra mente di acquietarsi. Altre forme di meditazione possono non essere così semplici e naturali e possono includere la concentrazione su significati intellettuali o su oggetti multipli. Ciò può impantanare il passaggio dell'attenzione al reame espanso della coscienza di beatitudine dentro di noi. Ciò non significa che altre forme di meditazione non funzionino. Ma nel nostro approccio, la semplicità e l'efficienza sono in prima linea. Questo è un metodo avanzato di meditazione che chiunque può fare. Discuteremo la meditazione su altri oggetti, dal punto di vista del metodi che utilizziamo qui.
Quali differenze esistono tra la meditazione con la nostra tecnica che utilizza un mantra, rispetto quelle che utilizzano i chakra (centri di energia nel corpo), una icona religiosa o altro oggetti materiali? Ancora, è una questione di semplicità ed efficienza. L'obiettivo è di portare l'attenzione oltre il processo del pensiero e, facendo ciò, portare l'attenzione al di là dell'esperienza sensoriale esterna. La mente rappresenta il processo neurologico al nostro interno che collega la coscienza al mondo esteriore. Si tratta di una connessione molto intima. La nostra attenzione, impegnata nelle dinamiche della mente, è sempre ad un centimetro dallo sperimentare la beatitudine divina della pura coscienza. Quando è consentito alla mente di riposarsi, ci siamo. Così, la più intima connessione alla coscienza di beatitudine, inizia dalla mente. Iniziamo all'interno, in modo che possiamo andare rapidamente e facilmente dentro in profondità. Se dovessimo cominciare con un posto nel corpo o un oggetto materiale, potremmo comunque recarci nel profondo. Non ci sono dubbi. Ma sarebbe un viaggio più lungo e complicato. Più siamo all'esterno quando iniziamo, maggiore è il bagaglio fisico, intellettuale ed emotivo che dobbiamo gettare via lungo la strada verso l'interno. Anche questa è il motivo per il quale non pronunciamo il mantra durante la meditazione e nemmeno prestiamo attenzione ai significati durante la meditazione. Si tratta di un processo interiore fin dall'inizio. Iniziando la meditazione con un pensiero ed utilizzando una procedura specifica, aggiriamo gli ostacoli esterni nel sistema nervoso che possono legare la nostra attenzione. In definitiva li sciogliamo dall'interno in maniera naturale piuttosto che provare a dissolverli dall'esterno verso l'interno, cosa non facile.
Iniziamo con un pensiero, senza focalizzarci su alcun significato, semplicemente ricominciando la ripetizione del pensiero del suono del mantra non appena ci rendiamo conto che sta scomparendo (in inglese: "on the edge of letting go"). Consentiamo che il mantra vada spontaneamente per la sua strada fino a diventare quasi indistinto (in inglese "We let the mantra go its own way naturally to less and less") – questo è il modo più semplice ed efficace per tuffarsi nel mare infinito della coscienza di beatitudine dentro di noi. Avendo fatto così ripetutamente, ritorniamo dopo venti minuti imbevuti di pace e beatitudine ed avere ottenuto molta purificazione nel processo.
Nel tempo, evapora la distanza tra la coscienza e le esperienze esterne, mentre le ostruzioni diventano sempre meno. In realtà non c'era alcuna distanza! A quel tempo diventa naturale sperimentare molte sfumature della coscienza di beatitudine mentre contempliamo i chakra, delle icone religiose, i nostri cari, dei bei paesaggi, le Scritture, o anche un libro di fisica teorica. Quando sorge la coscienza di beatitudine, ogni cosa è vista tramite essa (in inglese: "everything is seen in terms of that"). Ma questa non è la procedura di meditazione. Ciò significa godere del frutto della meditazione - vivere la vita con un apprezzamento crescente verso i suoi molti doni. L'aumento di questo apprezzamento, ci ispira ancora di più a portare avanti la nostra pratica.
Il guru è in te.
Nota: Per istruzioni dettagliate sulla meditazione profonda, vedi AYP Deep Meditation book.
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Date: Mon Dec 1, 2003 1:14pm
Nuovi Visitatori: si raccomanda che leggiate dal principio, in quanto le lezioni precedenti sono un requisito indispensabile per questa. La prima lezione è "Perchè questa discussione?"
D: Quali sono le differenze esistenti tra la meditazione sul mantra, e quelle sui chakra, un'icona religiosa, una candela ecc.?
R: La meditazione rappresenta il ponte tra l'attenzione su di un oggetto ed il grande oltre che conosciamo come coscienza di beatitudine, priva di pensieri o esperienze sensoriali esterne. Lo scopo è di fare questo viaggio ripetutamente, quotidianamente, come un orologio. La tecnica che utilizziamo è semplice, ma delicata. Fa affidamento sulla capacità naturale della nostra mente di acquietarsi. Altre forme di meditazione possono non essere così semplici e naturali e possono includere la concentrazione su significati intellettuali o su oggetti multipli. Ciò può impantanare il passaggio dell'attenzione al reame espanso della coscienza di beatitudine dentro di noi. Ciò non significa che altre forme di meditazione non funzionino. Ma nel nostro approccio, la semplicità e l'efficienza sono in prima linea. Questo è un metodo avanzato di meditazione che chiunque può fare. Discuteremo la meditazione su altri oggetti, dal punto di vista del metodi che utilizziamo qui.
Quali differenze esistono tra la meditazione con la nostra tecnica che utilizza un mantra, rispetto quelle che utilizzano i chakra (centri di energia nel corpo), una icona religiosa o altro oggetti materiali? Ancora, è una questione di semplicità ed efficienza. L'obiettivo è di portare l'attenzione oltre il processo del pensiero e, facendo ciò, portare l'attenzione al di là dell'esperienza sensoriale esterna. La mente rappresenta il processo neurologico al nostro interno che collega la coscienza al mondo esteriore. Si tratta di una connessione molto intima. La nostra attenzione, impegnata nelle dinamiche della mente, è sempre ad un centimetro dallo sperimentare la beatitudine divina della pura coscienza. Quando è consentito alla mente di riposarsi, ci siamo. Così, la più intima connessione alla coscienza di beatitudine, inizia dalla mente. Iniziamo all'interno, in modo che possiamo andare rapidamente e facilmente dentro in profondità. Se dovessimo cominciare con un posto nel corpo o un oggetto materiale, potremmo comunque recarci nel profondo. Non ci sono dubbi. Ma sarebbe un viaggio più lungo e complicato. Più siamo all'esterno quando iniziamo, maggiore è il bagaglio fisico, intellettuale ed emotivo che dobbiamo gettare via lungo la strada verso l'interno. Anche questa è il motivo per il quale non pronunciamo il mantra durante la meditazione e nemmeno prestiamo attenzione ai significati durante la meditazione. Si tratta di un processo interiore fin dall'inizio. Iniziando la meditazione con un pensiero ed utilizzando una procedura specifica, aggiriamo gli ostacoli esterni nel sistema nervoso che possono legare la nostra attenzione. In definitiva li sciogliamo dall'interno in maniera naturale piuttosto che provare a dissolverli dall'esterno verso l'interno, cosa non facile.
Iniziamo con un pensiero, senza focalizzarci su alcun significato, semplicemente ricominciando la ripetizione del pensiero del suono del mantra non appena ci rendiamo conto che sta scomparendo (in inglese: "on the edge of letting go"). Consentiamo che il mantra vada spontaneamente per la sua strada fino a diventare quasi indistinto (in inglese "We let the mantra go its own way naturally to less and less") – questo è il modo più semplice ed efficace per tuffarsi nel mare infinito della coscienza di beatitudine dentro di noi. Avendo fatto così ripetutamente, ritorniamo dopo venti minuti imbevuti di pace e beatitudine ed avere ottenuto molta purificazione nel processo.
Nel tempo, evapora la distanza tra la coscienza e le esperienze esterne, mentre le ostruzioni diventano sempre meno. In realtà non c'era alcuna distanza! A quel tempo diventa naturale sperimentare molte sfumature della coscienza di beatitudine mentre contempliamo i chakra, delle icone religiose, i nostri cari, dei bei paesaggi, le Scritture, o anche un libro di fisica teorica. Quando sorge la coscienza di beatitudine, ogni cosa è vista tramite essa (in inglese: "everything is seen in terms of that"). Ma questa non è la procedura di meditazione. Ciò significa godere del frutto della meditazione - vivere la vita con un apprezzamento crescente verso i suoi molti doni. L'aumento di questo apprezzamento, ci ispira ancora di più a portare avanti la nostra pratica.
Il guru è in te.
Nota: Per istruzioni dettagliate sulla meditazione profonda, vedi AYP Deep Meditation book.
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