Da: Yogani
Data: Giovedi 4 Dicembre 2003 ore 13:04
Nuovi Visitatori: si raccomanda che
leggiate dal principio, in quanto le lezioni precedenti sono un
requisito indispensabile per questa. La prima lezione è "Perchè questa discussione?"
D: Quando torno a casa da lavoro, mi fa piacere bere un drink. Ciò non sembra funzionare bene prima della meditazione e non mi sento così bene anche dopo la meditazione. Il bere e la meditazione sono incompatibili?
R: La meditazione si riferisce alla coltivazione di purezza profonda nel sistema nervoso. Molti risultati positivi nella vita provengono da ciò. E' ovvio che assumere sostanze che ritardano la purificazione del sistema nervoso, non aiuta il processo meditativo.
Questa non è una lezione morale. È buon senso. Ancora più importante, è esperienziale. Se qualcosa ci fa sentire male, smetteremo di farla. Può darsi che un drink o due prima di iniziare la meditazione, ci abbiano dato del sollievo dalle tensioni della vita. Ha attenuato le nostre percezioni, Le ha alterate in qualche modo per darci una sensazione temporanea di benessere. Dopo aver iniziato a meditare, l'esperienza cambia. La pace, la felicità, e la chiarezza che scopriamo provenire dal nostro interno, sono piuttosto differenti dai temporanei stati artificiali nei quali siamo stati coinvolti in precedenza. Non c'è paragone tra i due e noi iniziamo ad avere una prospettiva diversa. Il piacere transitorio di bere perde il suo splendore, se paragonato ai gioiosi risultati permanenti della meditazione.
Nuovamente, questa non è una lezione morale. Non è un "Tu non devi". È sempre una tua scelta. Se la tua scelta e di avere di più nella vita, di intraprendere il sentiero della meditazione e altre pratiche avanzate yoga, sarà un gioco da ragazzi. L'esperienza crescente di pura beatitudine della coscienza cambierà il tuo atteggiamento verso l'alcol. Dai una possibilità alla pratica regolare della meditazione e le cose che non sono buone per te tenderanno a scomparire spontaneamente nel tempo. Oltre all'alcol, la gente trova che le stesse cose accadono con le droghe ricreative, tabacco e perfino con la caffeina. Non ci sono regole - solo la crescita della pura coscienza di beatitudine, la nostra vera natura. Tutto quello che dobbiamo fare è meditare due volte al giorno ed ascoltare quello che il nostro silenzio interiore ci dice. Sapremo cosa fare.
È una storia diversa quella delle medicine regolarmente prescritte dal medico. Relativamente a queste, seguite le istruzioni del medico. Se pensate che una medicina che prendete stia interferendo con la meditazione, parlatene con il dottore. Verificate se c'è un modo per soddisfare sia le necessità mediche che quelle meditative.
Il guru è in te.
Nota: Per istruzioni dettagliate sulla meditazione profonda, vedi AYP Deep Meditation book.
Link all'indice delle lezioni
Le lezioni in lingua originale sono disponibili al seguente link:
http://www.aypsite.org/MainDirectory.html
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martedì 16 settembre 2014
lunedì 15 settembre 2014
Lezione 28 - Meditazione : Domanda e Risposta - Diventerò un debole con la meditazione?
Da: Yogani
Data: Mercoledi 3 Dicembre 2003 ore 16:08
Nuovi Visitatori: si raccomanda che leggiate dal principio, in quanto le lezioni precedenti sono un requisito indispensabile per questa. La prima lezione è "Perchè questa discussione?"
D: i miei dipendenti mi dicono che sono meno irritabile. Non sono sicuro che questa sia una cosa positiva. Diventerò un debole a causa della meditazione?
R: è improbabile. Diventerai molto più forte a causa della meditazione. Ciò significa diventare ciò che sei ad un livello più fondamentale. Allo stesso tempo, ti impegnerai sempre meno in comportamenti dannosi e tensione. Sarai meno irritabile e sarai più risoluto, ma con calma, relativamente alle cose che per te sono importanti. Le persone hanno già notato qualcosa. Questa è una cosa buona. Ti troverai in una condizione migliore per motivare i tuoi dipendenti, in quanto agirai maggiormente da un livello di forza interiore piuttosto che da un livello di rabbia e tensione.
Naturalmente c'è la convinzione che la tensione sia necessaria per motivare le persone, specialmente negli affari. Si dice che "il timore sia il grande motivatore". La paura è un incentivo. Ma è utile solo se stimola le persone ad ottenere una maggiore realizzazione di verità interiore, che comprende la crescita oltre la portata della paura. Se la paura non ci motiva a trovare la verità, allora è solo una faticaccia, una ruota senza fine di miseria. Nessuno vuole realmente essere su quella ruota, nemmeno quelli che la stanno girando, che la ruotano per gli altri. Fino ad ora, ci può essere sembrato che non ci fosse un'alternativa. Ma esiste e le cose possono cambiare. Immergiti quotidianamente nella meditazione, scenderai dalla ruota ed aiuterai pure gli altri a scendere. Scoprirai che gli affari e tutta la vita sono molto più appaganti con lo svanire dell'irritabilità.
L'irritabilità svanisce mentre cresce la pura beatitudine della coscienza. Ed allora non ci saranno più i limiti a ciò che potrai realizzare.
Il guru è in te.
Nota: Per istruzioni dettagliate sulla meditazione profonda, vedi AYP Deep Meditation book.
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Data: Mercoledi 3 Dicembre 2003 ore 16:08
Nuovi Visitatori: si raccomanda che leggiate dal principio, in quanto le lezioni precedenti sono un requisito indispensabile per questa. La prima lezione è "Perchè questa discussione?"
D: i miei dipendenti mi dicono che sono meno irritabile. Non sono sicuro che questa sia una cosa positiva. Diventerò un debole a causa della meditazione?
R: è improbabile. Diventerai molto più forte a causa della meditazione. Ciò significa diventare ciò che sei ad un livello più fondamentale. Allo stesso tempo, ti impegnerai sempre meno in comportamenti dannosi e tensione. Sarai meno irritabile e sarai più risoluto, ma con calma, relativamente alle cose che per te sono importanti. Le persone hanno già notato qualcosa. Questa è una cosa buona. Ti troverai in una condizione migliore per motivare i tuoi dipendenti, in quanto agirai maggiormente da un livello di forza interiore piuttosto che da un livello di rabbia e tensione.
Naturalmente c'è la convinzione che la tensione sia necessaria per motivare le persone, specialmente negli affari. Si dice che "il timore sia il grande motivatore". La paura è un incentivo. Ma è utile solo se stimola le persone ad ottenere una maggiore realizzazione di verità interiore, che comprende la crescita oltre la portata della paura. Se la paura non ci motiva a trovare la verità, allora è solo una faticaccia, una ruota senza fine di miseria. Nessuno vuole realmente essere su quella ruota, nemmeno quelli che la stanno girando, che la ruotano per gli altri. Fino ad ora, ci può essere sembrato che non ci fosse un'alternativa. Ma esiste e le cose possono cambiare. Immergiti quotidianamente nella meditazione, scenderai dalla ruota ed aiuterai pure gli altri a scendere. Scoprirai che gli affari e tutta la vita sono molto più appaganti con lo svanire dell'irritabilità.
L'irritabilità svanisce mentre cresce la pura beatitudine della coscienza. Ed allora non ci saranno più i limiti a ciò che potrai realizzare.
Il guru è in te.
Nota: Per istruzioni dettagliate sulla meditazione profonda, vedi AYP Deep Meditation book.
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domenica 14 settembre 2014
Lezione 27 - Meditazione: Domanda e Risposta - Localizzazione del mantra durante la meditazione
Da: Yogani
Data: Mercoledi 3 Dicembre 2003 ore 00:08
Nuovi Visitatori: si raccomanda che leggiate dal principio, in quanto le lezioni precedenti sono un requisito indispensabile per questa. La prima lezione è "Perchè questa discussione?"
D: Devo pensare al mantra in posti specifici nel corpo? Talvolta gravita all'interno di alcune ubicazioni fisiche dentro di me.
R: No, deliberatamente non localizziamo il mantra fisicamente. Questa è una domanda sottile, perché il mantra possiede una qualità liberatoria che risveglia il sistema nervoso secondo determinate modalità che sono state discusse, quando è stata posta la domanda relativamente alla qualità vibratoria del mantra. Così potrebbe essere sperimentato in qualche punto o in un altro, come hai detto. Ma non lo favoriamo. Continuiamo sempre con la semplice procedura di utilizzare il mantra.
Nei suoi ambiti più sottili, il sistema nervoso è come un diapason, piuttosto come una moltitudine di diapason, con solo alcuni diapason che armonizzano le vibrazioni di tutti gli altri. Il mantra risuona con questi pochi diapason principali. Successivamente intensificheremo il mantra per allargare l'influenza di questo effetto diapason. Il risultato sarà di ottenere un silenzio interiore più ampio, profondo, inamovibile che sarà sperimentato come pura coscienza di beatitudine che salirà dentro di noi. Va bene se capita di localizzare il mantra in posti specifici. Non ci opponiamo e nemmeno lo incoraggiamo. Proprio come consentiamo al mantra di sistemarsi a livelli di sempre maggiore tranquillità, allo stesso modo lasciamo che si esprima ovunque nel corpo con naturalezza. E va bene anche se non si presenta in posti specifici. Non sono localizzazioni fisiche. Il mantra risuona con naturalezza secondo il complesso processo di purificazione che avviene dentro di noi mentre meditiamo. Tutto quello che dobbiamo fare è di seguire la semplice procedura di pensare al mantra con semplicità, e richiamarlo nuovamente alla mente quando ci rendiamo conto di non pensarlo più.
Un'altra ragione per la quale questa domanda relativa alla ubicazione del mantra è sottile, è che presto parleremo del pranayama e replicheremo una forma di respirazione avanzata prima di ogni sessione di meditazione. Ciò comporterà il movimento dell'attenzione in un modo specifico attraverso il corpo fisico, in concerto con il respiro. Utilizzeremo due pratiche in successione: pranayama e meditazione. Ognuna delle due è diversa dall'altra nella procedura. Come vedrete, si complementeranno reciprocamente in maniera significativa. Ciò sarà l'inizio di una integrazione fondamentale di pratiche avanzate di yoga. Ogni parte sarà effettuata in maniera indipendente. E quando questi due metodi saranno effettuati in successione, inizierà ad avvenire una integrazione dentro di noi. L'intero sarà più grande della somma delle parti. Invece di utilizzare un sentiero naturale al divino dentro di noi (la mente), ne adotteremo due (aggiungendo il respiro). Insieme queste modalità trasformeranno il sistema nervoso ad una velocità maggiore. Ciò si rifletterà in una maggiore purificazione con le esperienze correlate ad essa. Questo processo di integrazione delle pratiche si espanderà gradualmente, fino ad abbracciare più pienamente tutti i sentieri naturali che ci conducono all'interno tramite noi. Ciò ci porta ad esprimere in modi sempre più dinamici una pura coscienza di beatitudine. Questa integrazione di pratiche èun processo sottile, simile a suonare uno strumento musicale. Dobbiamo essere in grado di fare una cosa alla volta e fare una cosa diversa in un altro momento. Con un po' di pratica, faremo molte cose diverse allo stesso tempo. Fa tutto parte di un rivelarsi spontaneo dentro di noi e le stesse pratiche diventeranno naturali ed automatiche nel tempo. I risultati che sperimenterete non possono essere descritti a parole, tranne forse con la poesia. Dovete recarvi là e sperimentare voi stessi. E' la vera "frontiera finale". E' il cosmo glorioso, e voi siete il portone.
Il guru è in te.
Nota: Per istruzioni dettagliate sulla meditazione profonda, vedi AYP Deep Meditation book.
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Data: Mercoledi 3 Dicembre 2003 ore 00:08
Nuovi Visitatori: si raccomanda che leggiate dal principio, in quanto le lezioni precedenti sono un requisito indispensabile per questa. La prima lezione è "Perchè questa discussione?"
D: Devo pensare al mantra in posti specifici nel corpo? Talvolta gravita all'interno di alcune ubicazioni fisiche dentro di me.
R: No, deliberatamente non localizziamo il mantra fisicamente. Questa è una domanda sottile, perché il mantra possiede una qualità liberatoria che risveglia il sistema nervoso secondo determinate modalità che sono state discusse, quando è stata posta la domanda relativamente alla qualità vibratoria del mantra. Così potrebbe essere sperimentato in qualche punto o in un altro, come hai detto. Ma non lo favoriamo. Continuiamo sempre con la semplice procedura di utilizzare il mantra.
Nei suoi ambiti più sottili, il sistema nervoso è come un diapason, piuttosto come una moltitudine di diapason, con solo alcuni diapason che armonizzano le vibrazioni di tutti gli altri. Il mantra risuona con questi pochi diapason principali. Successivamente intensificheremo il mantra per allargare l'influenza di questo effetto diapason. Il risultato sarà di ottenere un silenzio interiore più ampio, profondo, inamovibile che sarà sperimentato come pura coscienza di beatitudine che salirà dentro di noi. Va bene se capita di localizzare il mantra in posti specifici. Non ci opponiamo e nemmeno lo incoraggiamo. Proprio come consentiamo al mantra di sistemarsi a livelli di sempre maggiore tranquillità, allo stesso modo lasciamo che si esprima ovunque nel corpo con naturalezza. E va bene anche se non si presenta in posti specifici. Non sono localizzazioni fisiche. Il mantra risuona con naturalezza secondo il complesso processo di purificazione che avviene dentro di noi mentre meditiamo. Tutto quello che dobbiamo fare è di seguire la semplice procedura di pensare al mantra con semplicità, e richiamarlo nuovamente alla mente quando ci rendiamo conto di non pensarlo più.
Un'altra ragione per la quale questa domanda relativa alla ubicazione del mantra è sottile, è che presto parleremo del pranayama e replicheremo una forma di respirazione avanzata prima di ogni sessione di meditazione. Ciò comporterà il movimento dell'attenzione in un modo specifico attraverso il corpo fisico, in concerto con il respiro. Utilizzeremo due pratiche in successione: pranayama e meditazione. Ognuna delle due è diversa dall'altra nella procedura. Come vedrete, si complementeranno reciprocamente in maniera significativa. Ciò sarà l'inizio di una integrazione fondamentale di pratiche avanzate di yoga. Ogni parte sarà effettuata in maniera indipendente. E quando questi due metodi saranno effettuati in successione, inizierà ad avvenire una integrazione dentro di noi. L'intero sarà più grande della somma delle parti. Invece di utilizzare un sentiero naturale al divino dentro di noi (la mente), ne adotteremo due (aggiungendo il respiro). Insieme queste modalità trasformeranno il sistema nervoso ad una velocità maggiore. Ciò si rifletterà in una maggiore purificazione con le esperienze correlate ad essa. Questo processo di integrazione delle pratiche si espanderà gradualmente, fino ad abbracciare più pienamente tutti i sentieri naturali che ci conducono all'interno tramite noi. Ciò ci porta ad esprimere in modi sempre più dinamici una pura coscienza di beatitudine. Questa integrazione di pratiche èun processo sottile, simile a suonare uno strumento musicale. Dobbiamo essere in grado di fare una cosa alla volta e fare una cosa diversa in un altro momento. Con un po' di pratica, faremo molte cose diverse allo stesso tempo. Fa tutto parte di un rivelarsi spontaneo dentro di noi e le stesse pratiche diventeranno naturali ed automatiche nel tempo. I risultati che sperimenterete non possono essere descritti a parole, tranne forse con la poesia. Dovete recarvi là e sperimentare voi stessi. E' la vera "frontiera finale". E' il cosmo glorioso, e voi siete il portone.
Il guru è in te.
Nota: Per istruzioni dettagliate sulla meditazione profonda, vedi AYP Deep Meditation book.
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giovedì 28 agosto 2014
Lezione 25 - Meditazione: Domanda e Risposta - Gli effetti della Meditazione in situazioni molto stressanti
Da: Yogani
Data: Martedi 2 Dicembre 2003 ore 16,41
Nuovi Visitatori: si raccomanda che leggiate dal principio, in quanto le lezioni precedenti sono un requisito indispensabile per questa. La prima lezione è "Perchè questa discussione?"
D: Sto affrontando un divorzio difficile. La meditazione mi aiuterà a superarlo?
R: Sì lo farà, ma tieni presente che la meditazione non è un cerotto ideato per affrontare solo le crisi imminenti. Si tratta di una pratica a lungo termine che ha molti vantaggi. Uno di questi è lo sviluppo di una crescente tolleranza verso le situazioni di stress elevato. Quindi, la meditazione ti aiuterà nella tua situazione attuale, ma nel tempo la pratica regolare ti renderà più resistente a situazioni di stress elevato.
Perché è così? È un fenomeno interessante e osservabile, connesso al graduale aumento della pura beatitudine della coscienza nel sistema nervoso. Mentre meditiamo, scopriamo nel corso del tempo, che c'è più "silenzio" in noi. Non è che diventiamo silenziosi nella nostra vita esteriore. Agli occhi degli altri sembreremo sempre gli stessi, forse solo un po' più calmi. Ma di dentro siamo più quieti. Non vagheremo casualmente nei nostri pensieri, sentimenti e reazioni fisiche interiori come prima. Meno stridore, sapete. Questa esperienza del silenzio interiore continua a crescere, mentre continuiamo a meditare ogni giorno per settimane, mesi e anni. Mentre ciò accade, ci accorgiamo che gli sconvolgimenti della vita quotidiana non ci disturbano tanto. Alcune cose che ci turbavano in passato, non lo fanno più. Diventiamo saldi internamente. Se c'è un evento improvviso, come una esplosione, che in passato ci faceva saltare, adesso potrebbe neanche farci muovere. La sperimenteremo da un qualche posto dentro di noi che non è coinvolto. Ci passa attraverso, lasciando poche tracce di tensione. Ciò significa che diventiamo freddi e insensibili? Assolutamente no. Continuiamo a percepire, in realtà diventiamo più compassionevoli, ma non siamo travolti dalle emozioni come lo eravamo prima.
Questo silenzio interiore, questa fermezza interiore sono la cosa fondamentale che non è annullata da situazioni di stress.
Dal punto di vista spirituale, è ben descritto da Gesù quando dice: "Il saggio ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono sulla casa, ed essa non cadde perché era fondata sulla roccia".
Se costruisci la tua casa sulla roccia del tuo silenzio interiore, nulla sarà in grado di portarti fuori equilibrio. Ecco perché la meditazione è una delle migliori terapie conosciute contro lo stress. La meditazione contribuisce a coltivare preventivamente il sistema nervoso onde preservare la buona salute, stabilizzare l'equilibrio ed il silenzio interiore, prima che imperversino le tempeste della vita.
Oltre a questi benefici quotidiani e pratici, il silenzio interiore è anche la base per l'ascesa di estasi divina nel sistema nervoso, per affinare la nostra percezione del mondo che ci circonda in un maniera sublime. L'aumento del silenzio nel sistema nervoso è la prima fase del processo di illuminazione.
Il guru è in te.
Nota: Per istruzioni dettagliate sulla meditazione profonda, vedi AYP Deep Meditation book.
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Data: Martedi 2 Dicembre 2003 ore 16,41
Nuovi Visitatori: si raccomanda che leggiate dal principio, in quanto le lezioni precedenti sono un requisito indispensabile per questa. La prima lezione è "Perchè questa discussione?"
D: Sto affrontando un divorzio difficile. La meditazione mi aiuterà a superarlo?
R: Sì lo farà, ma tieni presente che la meditazione non è un cerotto ideato per affrontare solo le crisi imminenti. Si tratta di una pratica a lungo termine che ha molti vantaggi. Uno di questi è lo sviluppo di una crescente tolleranza verso le situazioni di stress elevato. Quindi, la meditazione ti aiuterà nella tua situazione attuale, ma nel tempo la pratica regolare ti renderà più resistente a situazioni di stress elevato.
Perché è così? È un fenomeno interessante e osservabile, connesso al graduale aumento della pura beatitudine della coscienza nel sistema nervoso. Mentre meditiamo, scopriamo nel corso del tempo, che c'è più "silenzio" in noi. Non è che diventiamo silenziosi nella nostra vita esteriore. Agli occhi degli altri sembreremo sempre gli stessi, forse solo un po' più calmi. Ma di dentro siamo più quieti. Non vagheremo casualmente nei nostri pensieri, sentimenti e reazioni fisiche interiori come prima. Meno stridore, sapete. Questa esperienza del silenzio interiore continua a crescere, mentre continuiamo a meditare ogni giorno per settimane, mesi e anni. Mentre ciò accade, ci accorgiamo che gli sconvolgimenti della vita quotidiana non ci disturbano tanto. Alcune cose che ci turbavano in passato, non lo fanno più. Diventiamo saldi internamente. Se c'è un evento improvviso, come una esplosione, che in passato ci faceva saltare, adesso potrebbe neanche farci muovere. La sperimenteremo da un qualche posto dentro di noi che non è coinvolto. Ci passa attraverso, lasciando poche tracce di tensione. Ciò significa che diventiamo freddi e insensibili? Assolutamente no. Continuiamo a percepire, in realtà diventiamo più compassionevoli, ma non siamo travolti dalle emozioni come lo eravamo prima.
Questo silenzio interiore, questa fermezza interiore sono la cosa fondamentale che non è annullata da situazioni di stress.
Dal punto di vista spirituale, è ben descritto da Gesù quando dice: "Il saggio ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono sulla casa, ed essa non cadde perché era fondata sulla roccia".
Se costruisci la tua casa sulla roccia del tuo silenzio interiore, nulla sarà in grado di portarti fuori equilibrio. Ecco perché la meditazione è una delle migliori terapie conosciute contro lo stress. La meditazione contribuisce a coltivare preventivamente il sistema nervoso onde preservare la buona salute, stabilizzare l'equilibrio ed il silenzio interiore, prima che imperversino le tempeste della vita.
Oltre a questi benefici quotidiani e pratici, il silenzio interiore è anche la base per l'ascesa di estasi divina nel sistema nervoso, per affinare la nostra percezione del mondo che ci circonda in un maniera sublime. L'aumento del silenzio nel sistema nervoso è la prima fase del processo di illuminazione.
Il guru è in te.
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sabato 21 settembre 2013
Lezione 24 - Meditazione: Domanda e Risposta - La meditazione cura le malattie?
Da: Yogani
Data: Martedi 2 Dicembre 2003 ore 15,27
Nuovi Visitatori: si raccomanda che leggiate dal principio, in quanto le lezioni precedenti sono un requisito indispensabile per questa. La prima lezione è "Perchè questa discussione?"
D: Se sono malato, la meditazione mi aiuterà a stare meglio?
R: Può farlo, ma è molto meglio prevenire che curare. Mentre il sistema nervoso diventa più equilibrato nel tempo, tramite una routine regolare di meditazione quotidiana, il sistema immunitario del corpo opera con maggiore efficienza, e c'è una minore possibilità di ammalarsi. Altre pratiche yoga che discuteremo qui, aumenteranno ulteriormente la resistenza del corpo alla malattia. Equilibrio e purezza di corpo e di mente sono noti per essere tra le migliori difese contro la malattia. Anche la meditazione ed altri metodi yoga forniscono il loro contributo in tal senso. Si potrebbe dire che, a lungo termine, la buona salute è un beneficio coincidente con la pratica della meditazione; una base sulla quale stiamo costruendo una cosa molto più grande - l'illuminazione.
Nella nostra cultura occidentale, tendiamo a pensare in termini di lotta contro la malattia quando ci ha colpito, dopo avere condotto per mesi ed anni una vita poco sana, piuttosto che avere coltivato preventivamente uno stato di equilibrio in noi stessi, che praticamente annulla la comparsa della malattia. Senza dubbio il migliore corso d'azione per una buona prevenzione è condurre una vita sana ed equilibrata. Ma se ci si ammala, la meditazione può aiutarci anche in tal caso. Se si è costretti a letto, si può meditare nella maniera più comoda possibile, alternando periodi di riposo. Rilassatevi ed appoggiatevi ad un pila di cuscini. La meditazione aiuterà il processo di guarigione. Ma non aspettatevi che sia una bacchetta magica che correggerà immediatamente una situazione, che alla fine si è indirizzata verso la malattia dopo un periodo di vita non equilibrata. Invece, pensate di tornare alle buone abitudini quotidiane, tra cui la meditazione, che porterà ad equilibrio a lungo termine. Quindi la malattia sarà un fattore minore nella vita.
Certo, prima o poi, questi corpi si disintegreranno e moriranno. Più a lungo avremo coltivato interiormente la pura beatitudine della coscienza e tanto meno pesante e confusa sarà tale transizione. Questa è la più grande cura di tutte.
Il guru è in te.
Nota: Per istruzioni dettagliate sulla meditazione profonda, vedi AYP Deep Meditation book.
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Data: Martedi 2 Dicembre 2003 ore 15,27
Nuovi Visitatori: si raccomanda che leggiate dal principio, in quanto le lezioni precedenti sono un requisito indispensabile per questa. La prima lezione è "Perchè questa discussione?"
D: Se sono malato, la meditazione mi aiuterà a stare meglio?
R: Può farlo, ma è molto meglio prevenire che curare. Mentre il sistema nervoso diventa più equilibrato nel tempo, tramite una routine regolare di meditazione quotidiana, il sistema immunitario del corpo opera con maggiore efficienza, e c'è una minore possibilità di ammalarsi. Altre pratiche yoga che discuteremo qui, aumenteranno ulteriormente la resistenza del corpo alla malattia. Equilibrio e purezza di corpo e di mente sono noti per essere tra le migliori difese contro la malattia. Anche la meditazione ed altri metodi yoga forniscono il loro contributo in tal senso. Si potrebbe dire che, a lungo termine, la buona salute è un beneficio coincidente con la pratica della meditazione; una base sulla quale stiamo costruendo una cosa molto più grande - l'illuminazione.
Nella nostra cultura occidentale, tendiamo a pensare in termini di lotta contro la malattia quando ci ha colpito, dopo avere condotto per mesi ed anni una vita poco sana, piuttosto che avere coltivato preventivamente uno stato di equilibrio in noi stessi, che praticamente annulla la comparsa della malattia. Senza dubbio il migliore corso d'azione per una buona prevenzione è condurre una vita sana ed equilibrata. Ma se ci si ammala, la meditazione può aiutarci anche in tal caso. Se si è costretti a letto, si può meditare nella maniera più comoda possibile, alternando periodi di riposo. Rilassatevi ed appoggiatevi ad un pila di cuscini. La meditazione aiuterà il processo di guarigione. Ma non aspettatevi che sia una bacchetta magica che correggerà immediatamente una situazione, che alla fine si è indirizzata verso la malattia dopo un periodo di vita non equilibrata. Invece, pensate di tornare alle buone abitudini quotidiane, tra cui la meditazione, che porterà ad equilibrio a lungo termine. Quindi la malattia sarà un fattore minore nella vita.
Certo, prima o poi, questi corpi si disintegreranno e moriranno. Più a lungo avremo coltivato interiormente la pura beatitudine della coscienza e tanto meno pesante e confusa sarà tale transizione. Questa è la più grande cura di tutte.
Il guru è in te.
Nota: Per istruzioni dettagliate sulla meditazione profonda, vedi AYP Deep Meditation book.
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lunedì 19 agosto 2013
Lezione 22 - Meditazione Domanda e Risposta: La qualità vibratoria del mantra
Da: Yogani
Data: Lunedì 1 Dicembre 2003 ore 18,34
Nuovi Visitatori: si raccomanda che leggiate dal principio, in quanto le lezioni precedenti sono un requisito indispensabile per questa. La prima lezione è "Perchè questa discussione?"
Nota: Per istruzioni dettagliate sulla meditazione profonda, vedi AYP Deep Meditation book.
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Data: Lunedì 1 Dicembre 2003 ore 18,34
Nuovi Visitatori: si raccomanda che leggiate dal principio, in quanto le lezioni precedenti sono un requisito indispensabile per questa. La prima lezione è "Perchè questa discussione?"
D: Hai citato la "profonda qualità vibratoria" del suono
I AM. Cosa significa? Se scelgo di meditare su qualsiasi suono mi piaccia,
funzionerà lo stesso?
R: Alcuni suoni risuonano nel nostro sistema nervoso. Nel profondo
del silenzio della mente, hanno una impronta vibratoria che risveglia il nostro
sistema nervoso in una maniera particolare. I AM è un tale suono. Mentre
continuate a praticare, vedrete che il vostro sistema nervoso si risveglierà in
un modo particolare. Diventerà evidente spontaneamente. Direte "ah
Ha!" perchè sarà ovvio. Quando apprenderemo metodi avanzati di pranayama
(respirazione), impareremo gradualmente a vedere ed a percepire come il mantra
schiude i nervi sottili. . Così tanti sapori di beatitudine. Ciò accade quando
diventa ovvia la qualità vibratoria profonda del suono. Così c'è un metodo per
il mantra. Non è un suono qualsiasi. Tuttavia, potrete meditare utilizzando
qualsiasi suono vi piaccia. Se utilizzate il suono " banana"
potrete portarlo ai livelli profondi di
silenzio della mente. Ma non c'è alcuna garanzia che non finirete con delle
banane che cresceranno dalle vostre orecchie. Sto scherzando....
Mentre diventate esperti, saprete esattamente cosa farà il mantra
mentre vibrerà attraverso i vostri nervi sottili, diffondendosi all'interno
nelle vostre vaste regioni estatiche. Man mano che familiarizzate con i vostri reami cosmici, diverrà chiara l'opzione
di usare certi tipi di suoni, ed anche pensieri che hanno un significato. Ma
dobbiamo compiere un passo alla volta. Oggi il mantra, domani il cosmo.
Appartiene tutto a voi. Tutto è te (In inglese: "It is all you".)
Il guru è in te.
Nota: Per istruzioni dettagliate sulla meditazione profonda, vedi AYP Deep Meditation book.
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domenica 16 giugno 2013
Lezione 21 - Meditazione Domande e Risposte: Oggetti di meditazione
Da: Yogani
Date: Mon Dec 1, 2003 1:14pm
Nuovi Visitatori: si raccomanda che leggiate dal principio, in quanto le lezioni precedenti sono un requisito indispensabile per questa. La prima lezione è "Perchè questa discussione?"
D: Quali sono le differenze esistenti tra la meditazione sul mantra, e quelle sui chakra, un'icona religiosa, una candela ecc.?
R: La meditazione rappresenta il ponte tra l'attenzione su di un oggetto ed il grande oltre che conosciamo come coscienza di beatitudine, priva di pensieri o esperienze sensoriali esterne. Lo scopo è di fare questo viaggio ripetutamente, quotidianamente, come un orologio. La tecnica che utilizziamo è semplice, ma delicata. Fa affidamento sulla capacità naturale della nostra mente di acquietarsi. Altre forme di meditazione possono non essere così semplici e naturali e possono includere la concentrazione su significati intellettuali o su oggetti multipli. Ciò può impantanare il passaggio dell'attenzione al reame espanso della coscienza di beatitudine dentro di noi. Ciò non significa che altre forme di meditazione non funzionino. Ma nel nostro approccio, la semplicità e l'efficienza sono in prima linea. Questo è un metodo avanzato di meditazione che chiunque può fare. Discuteremo la meditazione su altri oggetti, dal punto di vista del metodi che utilizziamo qui.
Quali differenze esistono tra la meditazione con la nostra tecnica che utilizza un mantra, rispetto quelle che utilizzano i chakra (centri di energia nel corpo), una icona religiosa o altro oggetti materiali? Ancora, è una questione di semplicità ed efficienza. L'obiettivo è di portare l'attenzione oltre il processo del pensiero e, facendo ciò, portare l'attenzione al di là dell'esperienza sensoriale esterna. La mente rappresenta il processo neurologico al nostro interno che collega la coscienza al mondo esteriore. Si tratta di una connessione molto intima. La nostra attenzione, impegnata nelle dinamiche della mente, è sempre ad un centimetro dallo sperimentare la beatitudine divina della pura coscienza. Quando è consentito alla mente di riposarsi, ci siamo. Così, la più intima connessione alla coscienza di beatitudine, inizia dalla mente. Iniziamo all'interno, in modo che possiamo andare rapidamente e facilmente dentro in profondità. Se dovessimo cominciare con un posto nel corpo o un oggetto materiale, potremmo comunque recarci nel profondo. Non ci sono dubbi. Ma sarebbe un viaggio più lungo e complicato. Più siamo all'esterno quando iniziamo, maggiore è il bagaglio fisico, intellettuale ed emotivo che dobbiamo gettare via lungo la strada verso l'interno. Anche questa è il motivo per il quale non pronunciamo il mantra durante la meditazione e nemmeno prestiamo attenzione ai significati durante la meditazione. Si tratta di un processo interiore fin dall'inizio. Iniziando la meditazione con un pensiero ed utilizzando una procedura specifica, aggiriamo gli ostacoli esterni nel sistema nervoso che possono legare la nostra attenzione. In definitiva li sciogliamo dall'interno in maniera naturale piuttosto che provare a dissolverli dall'esterno verso l'interno, cosa non facile.
Iniziamo con un pensiero, senza focalizzarci su alcun significato, semplicemente ricominciando la ripetizione del pensiero del suono del mantra non appena ci rendiamo conto che sta scomparendo (in inglese: "on the edge of letting go"). Consentiamo che il mantra vada spontaneamente per la sua strada fino a diventare quasi indistinto (in inglese "We let the mantra go its own way naturally to less and less") – questo è il modo più semplice ed efficace per tuffarsi nel mare infinito della coscienza di beatitudine dentro di noi. Avendo fatto così ripetutamente, ritorniamo dopo venti minuti imbevuti di pace e beatitudine ed avere ottenuto molta purificazione nel processo.
Nel tempo, evapora la distanza tra la coscienza e le esperienze esterne, mentre le ostruzioni diventano sempre meno. In realtà non c'era alcuna distanza! A quel tempo diventa naturale sperimentare molte sfumature della coscienza di beatitudine mentre contempliamo i chakra, delle icone religiose, i nostri cari, dei bei paesaggi, le Scritture, o anche un libro di fisica teorica. Quando sorge la coscienza di beatitudine, ogni cosa è vista tramite essa (in inglese: "everything is seen in terms of that"). Ma questa non è la procedura di meditazione. Ciò significa godere del frutto della meditazione - vivere la vita con un apprezzamento crescente verso i suoi molti doni. L'aumento di questo apprezzamento, ci ispira ancora di più a portare avanti la nostra pratica.
Il guru è in te.
Nota: Per istruzioni dettagliate sulla meditazione profonda, vedi AYP Deep Meditation book.
Link all'indice delle lezioni
Date: Mon Dec 1, 2003 1:14pm
Nuovi Visitatori: si raccomanda che leggiate dal principio, in quanto le lezioni precedenti sono un requisito indispensabile per questa. La prima lezione è "Perchè questa discussione?"
D: Quali sono le differenze esistenti tra la meditazione sul mantra, e quelle sui chakra, un'icona religiosa, una candela ecc.?
R: La meditazione rappresenta il ponte tra l'attenzione su di un oggetto ed il grande oltre che conosciamo come coscienza di beatitudine, priva di pensieri o esperienze sensoriali esterne. Lo scopo è di fare questo viaggio ripetutamente, quotidianamente, come un orologio. La tecnica che utilizziamo è semplice, ma delicata. Fa affidamento sulla capacità naturale della nostra mente di acquietarsi. Altre forme di meditazione possono non essere così semplici e naturali e possono includere la concentrazione su significati intellettuali o su oggetti multipli. Ciò può impantanare il passaggio dell'attenzione al reame espanso della coscienza di beatitudine dentro di noi. Ciò non significa che altre forme di meditazione non funzionino. Ma nel nostro approccio, la semplicità e l'efficienza sono in prima linea. Questo è un metodo avanzato di meditazione che chiunque può fare. Discuteremo la meditazione su altri oggetti, dal punto di vista del metodi che utilizziamo qui.
Quali differenze esistono tra la meditazione con la nostra tecnica che utilizza un mantra, rispetto quelle che utilizzano i chakra (centri di energia nel corpo), una icona religiosa o altro oggetti materiali? Ancora, è una questione di semplicità ed efficienza. L'obiettivo è di portare l'attenzione oltre il processo del pensiero e, facendo ciò, portare l'attenzione al di là dell'esperienza sensoriale esterna. La mente rappresenta il processo neurologico al nostro interno che collega la coscienza al mondo esteriore. Si tratta di una connessione molto intima. La nostra attenzione, impegnata nelle dinamiche della mente, è sempre ad un centimetro dallo sperimentare la beatitudine divina della pura coscienza. Quando è consentito alla mente di riposarsi, ci siamo. Così, la più intima connessione alla coscienza di beatitudine, inizia dalla mente. Iniziamo all'interno, in modo che possiamo andare rapidamente e facilmente dentro in profondità. Se dovessimo cominciare con un posto nel corpo o un oggetto materiale, potremmo comunque recarci nel profondo. Non ci sono dubbi. Ma sarebbe un viaggio più lungo e complicato. Più siamo all'esterno quando iniziamo, maggiore è il bagaglio fisico, intellettuale ed emotivo che dobbiamo gettare via lungo la strada verso l'interno. Anche questa è il motivo per il quale non pronunciamo il mantra durante la meditazione e nemmeno prestiamo attenzione ai significati durante la meditazione. Si tratta di un processo interiore fin dall'inizio. Iniziando la meditazione con un pensiero ed utilizzando una procedura specifica, aggiriamo gli ostacoli esterni nel sistema nervoso che possono legare la nostra attenzione. In definitiva li sciogliamo dall'interno in maniera naturale piuttosto che provare a dissolverli dall'esterno verso l'interno, cosa non facile.
Iniziamo con un pensiero, senza focalizzarci su alcun significato, semplicemente ricominciando la ripetizione del pensiero del suono del mantra non appena ci rendiamo conto che sta scomparendo (in inglese: "on the edge of letting go"). Consentiamo che il mantra vada spontaneamente per la sua strada fino a diventare quasi indistinto (in inglese "We let the mantra go its own way naturally to less and less") – questo è il modo più semplice ed efficace per tuffarsi nel mare infinito della coscienza di beatitudine dentro di noi. Avendo fatto così ripetutamente, ritorniamo dopo venti minuti imbevuti di pace e beatitudine ed avere ottenuto molta purificazione nel processo.
Nel tempo, evapora la distanza tra la coscienza e le esperienze esterne, mentre le ostruzioni diventano sempre meno. In realtà non c'era alcuna distanza! A quel tempo diventa naturale sperimentare molte sfumature della coscienza di beatitudine mentre contempliamo i chakra, delle icone religiose, i nostri cari, dei bei paesaggi, le Scritture, o anche un libro di fisica teorica. Quando sorge la coscienza di beatitudine, ogni cosa è vista tramite essa (in inglese: "everything is seen in terms of that"). Ma questa non è la procedura di meditazione. Ciò significa godere del frutto della meditazione - vivere la vita con un apprezzamento crescente verso i suoi molti doni. L'aumento di questo apprezzamento, ci ispira ancora di più a portare avanti la nostra pratica.
Il guru è in te.
Nota: Per istruzioni dettagliate sulla meditazione profonda, vedi AYP Deep Meditation book.
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martedì 4 giugno 2013
Lezione 20 - Meditazione Domanda e Risposta: Illuminazione senza Dio?
Da: Yogani
Data: Domenica 30 Novembre 2003 ore 16,02
Nuovi Visitatori: si raccomanda che leggiate dal principio, in quanto le lezioni precedenti sono un requisito indispensabile per questa. La prima lezione è "Perchè questa discussione?"
D: Sono ateo. Un amico mi ha parlato di questo gruppo. Francamente trovo che i toni religiosi siano fastidiosi. Ma ero curioso, ho provato la meditazione e ne sono rimasto piacevolmentre sorpreso. Vorrei continuare poichè calma i miei nervi e resto curioso relativamente a ciò che potrei apprendere su me stesso. Ma sono tuttora ateo! Esiste una cosa come l'illuminazione senza Dio?
R: Esiste l'illuminazione sia con Dio che senza Dio. Questo in quanto gli esseri umani sono intrinsecamente illuminabili e trasformabili in uno stato superiore di evoluzione, indipendentemente dal sistema di credenze utilizzato. Potremmo affermare, che tutto ciò che esiste è diretto in quella direzione, dalle rocce attraverso tutti i regni di esseri viventi.
Ogni cosa si muove in avanti. L'umanità non fa eccezione. Noi esseri umani abbiamo una capacità aggiuntiva di accelerare coscientemente il processo, per scegliere un sentiero veloce. Questo è ciò di cui trattano le pratiche avanzate di yoga. Possiamo mettere il turbo al processo evolutivo. C'è sempre stata una mistica circa l'evoluzione spirituale umana. Si tratta di una mistica pratica, una mistica con uno scopo. La concezione di Dio per l'umanità è stata una struttura di relazione necessaria. Ha consentito all'umanità di arrendersi al suo destino più elevato, ed avvicinarsi ad esso con entusiasmo. Al meglio, questo è ciò che la fede in Dio rappresenta - credere nel destino più elevato dell'umanità, che emerge da dentro di noi, e in ultima analisi, è vissuto intorno a noi. La fede in Dio aiuta le persone a partecipare personalmente alla parte più emozionante del viaggio umano - il processo di illuminazione.
E' necessario credere in Dio affinchè questo dispiegarsi (in inglese unfoldment) accada? No. Ma è necessario credere in qualcosa per muoversi in direzione dell'illuminazione.
Se siamo seduti in un bar a New York, e vi dico che esiste un luogo meraviglioso che si chiama California, a tremila miglia di distanza e che dovreste vederlo e ci dovreste andare, perchè dovreste andarci? Supponete di non credermi e di non credere che un tal posto esista. Come potreste trovare la motivazione per andare? Sarebbe difficile. Non essendo mai stati a ovest del fiume Mississippi potreste credere che tutti coloro che hanno superato il Mississippi, fossero caduto dai bordi della terra. Infatti questo è ciò che credevano gli europei relativamente all'Oceano Atlantico, finchè gente come Colombo e Magellano hanno dimostrato che c'era un mondo nuovo dall'altra parte, e altro ancora.
Per essere motivato a fare qualcosa come muoversi innanzi, devi credere nella possibilità della destinazione. Per molti il viaggio verso la salvezza è alimentato da una credenza in Dio. Ma questa credenza non deve essere incentrata necessariamente su Dio. Può riferirsi alla verità e nel credere che esista una verità definitiva su di noi, in noi e che possiamo viverla, e diventare essa. Può essere la fede in un processo di trasformazione personale e nella nostrta esperienza di esso mentre pratichiamo la meditazione ed altri metodi yoga. Vivere il viaggio che si dispiega con naturalezza tramite le pratiche, può essere qualcosa più che sufficiente in cui credere, una volta che il processo è in atto e le nostre esperienze di silenzio profondo e beatitudine, accendono il fuoco del desiderio di andare a fare sempre di più. Sia che ci stiamo dedicando (in inglese Whether we are selling out to) alla nostra esperienza crescente di pace e di beatitudine, o all'idea di perseguire la verità ultima della vita, o di un rapporto con Dio, il risultato sarà lo stesso - una dedizione incrollabile per diventare uno con "Quello" che è vero.
Gesù disse: "Conoscerete la verità, e la verità vi renderà liberi"..
…Nessuna menzione di Dio li.
La parola "Dio" non esiste nel Buddismo o nel Taoismo. Entrambi hanno trovato le proprie motivazioni intellettuali ed emotive, onde approcciare l'infinito all'interno. In qualunque approccio, viene cercata la stessa cosa, quella grande verità interiore che è situata nel profondo del nostro cuore, mente e sensi. Quella con cui possiamo fonderci con mezzi diretti, i quali a loro volta, illuminano il nostro cuore, mente e sensi. Questa è l'unione. Indipendentemente dal nome o dalla struttura di credenze, il risultato sarà il medesimo, fintantochè l'aspirante abbia trovato la motivazione di applicare i metodi della trasformazione su base quotidiana.
Pertanto, non importa esattamente come sei arrivato a credere in un posto chiamato " "California." Puoi chiamarlo persino con altri nomi. Se credi abbastanza da continuare a porre un piede davanti all'altro, arriverai a bagnare i tuoi alluci nell'Oceano Pacifico. Ma se non credi che sia là, è poco probabile che tu ti sforzi di arrivarci. E' così semplice.
Pensa all'illuminazione in qualunque modo ti ispiri maggiormente ed utilizza tale ispirazione per meditare ogni giorno...
Sii tollerante verso i tuoi fratelli e sorelle che hanno a cuore una fede diversa dalla tua. Ognuno di noi svilupperà una passione unica per il viaggio e siamo tutti diretti verso casa.
Il guru è in te.
Nota: Per istruzioni dettagliate sulla meditazione profonda, vedi AYP Deep Meditation book.
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Data: Domenica 30 Novembre 2003 ore 16,02
Nuovi Visitatori: si raccomanda che leggiate dal principio, in quanto le lezioni precedenti sono un requisito indispensabile per questa. La prima lezione è "Perchè questa discussione?"
D: Sono ateo. Un amico mi ha parlato di questo gruppo. Francamente trovo che i toni religiosi siano fastidiosi. Ma ero curioso, ho provato la meditazione e ne sono rimasto piacevolmentre sorpreso. Vorrei continuare poichè calma i miei nervi e resto curioso relativamente a ciò che potrei apprendere su me stesso. Ma sono tuttora ateo! Esiste una cosa come l'illuminazione senza Dio?
R: Esiste l'illuminazione sia con Dio che senza Dio. Questo in quanto gli esseri umani sono intrinsecamente illuminabili e trasformabili in uno stato superiore di evoluzione, indipendentemente dal sistema di credenze utilizzato. Potremmo affermare, che tutto ciò che esiste è diretto in quella direzione, dalle rocce attraverso tutti i regni di esseri viventi.
Ogni cosa si muove in avanti. L'umanità non fa eccezione. Noi esseri umani abbiamo una capacità aggiuntiva di accelerare coscientemente il processo, per scegliere un sentiero veloce. Questo è ciò di cui trattano le pratiche avanzate di yoga. Possiamo mettere il turbo al processo evolutivo. C'è sempre stata una mistica circa l'evoluzione spirituale umana. Si tratta di una mistica pratica, una mistica con uno scopo. La concezione di Dio per l'umanità è stata una struttura di relazione necessaria. Ha consentito all'umanità di arrendersi al suo destino più elevato, ed avvicinarsi ad esso con entusiasmo. Al meglio, questo è ciò che la fede in Dio rappresenta - credere nel destino più elevato dell'umanità, che emerge da dentro di noi, e in ultima analisi, è vissuto intorno a noi. La fede in Dio aiuta le persone a partecipare personalmente alla parte più emozionante del viaggio umano - il processo di illuminazione.
E' necessario credere in Dio affinchè questo dispiegarsi (in inglese unfoldment) accada? No. Ma è necessario credere in qualcosa per muoversi in direzione dell'illuminazione.
Se siamo seduti in un bar a New York, e vi dico che esiste un luogo meraviglioso che si chiama California, a tremila miglia di distanza e che dovreste vederlo e ci dovreste andare, perchè dovreste andarci? Supponete di non credermi e di non credere che un tal posto esista. Come potreste trovare la motivazione per andare? Sarebbe difficile. Non essendo mai stati a ovest del fiume Mississippi potreste credere che tutti coloro che hanno superato il Mississippi, fossero caduto dai bordi della terra. Infatti questo è ciò che credevano gli europei relativamente all'Oceano Atlantico, finchè gente come Colombo e Magellano hanno dimostrato che c'era un mondo nuovo dall'altra parte, e altro ancora.
Per essere motivato a fare qualcosa come muoversi innanzi, devi credere nella possibilità della destinazione. Per molti il viaggio verso la salvezza è alimentato da una credenza in Dio. Ma questa credenza non deve essere incentrata necessariamente su Dio. Può riferirsi alla verità e nel credere che esista una verità definitiva su di noi, in noi e che possiamo viverla, e diventare essa. Può essere la fede in un processo di trasformazione personale e nella nostrta esperienza di esso mentre pratichiamo la meditazione ed altri metodi yoga. Vivere il viaggio che si dispiega con naturalezza tramite le pratiche, può essere qualcosa più che sufficiente in cui credere, una volta che il processo è in atto e le nostre esperienze di silenzio profondo e beatitudine, accendono il fuoco del desiderio di andare a fare sempre di più. Sia che ci stiamo dedicando (in inglese Whether we are selling out to) alla nostra esperienza crescente di pace e di beatitudine, o all'idea di perseguire la verità ultima della vita, o di un rapporto con Dio, il risultato sarà lo stesso - una dedizione incrollabile per diventare uno con "Quello" che è vero.
Gesù disse: "Conoscerete la verità, e la verità vi renderà liberi"..
…Nessuna menzione di Dio li.
La parola "Dio" non esiste nel Buddismo o nel Taoismo. Entrambi hanno trovato le proprie motivazioni intellettuali ed emotive, onde approcciare l'infinito all'interno. In qualunque approccio, viene cercata la stessa cosa, quella grande verità interiore che è situata nel profondo del nostro cuore, mente e sensi. Quella con cui possiamo fonderci con mezzi diretti, i quali a loro volta, illuminano il nostro cuore, mente e sensi. Questa è l'unione. Indipendentemente dal nome o dalla struttura di credenze, il risultato sarà il medesimo, fintantochè l'aspirante abbia trovato la motivazione di applicare i metodi della trasformazione su base quotidiana.
Pertanto, non importa esattamente come sei arrivato a credere in un posto chiamato " "California." Puoi chiamarlo persino con altri nomi. Se credi abbastanza da continuare a porre un piede davanti all'altro, arriverai a bagnare i tuoi alluci nell'Oceano Pacifico. Ma se non credi che sia là, è poco probabile che tu ti sforzi di arrivarci. E' così semplice.
Pensa all'illuminazione in qualunque modo ti ispiri maggiormente ed utilizza tale ispirazione per meditare ogni giorno...
Sii tollerante verso i tuoi fratelli e sorelle che hanno a cuore una fede diversa dalla tua. Ognuno di noi svilupperà una passione unica per il viaggio e siamo tutti diretti verso casa.
Il guru è in te.
Nota: Per istruzioni dettagliate sulla meditazione profonda, vedi AYP Deep Meditation book.
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venerdì 31 maggio 2013
Lezione 19 - Meditazione Domanda & Risposta: Quale tradizione seguire?
Da: Yogani
Data: Venerdi 28 Novembre 2003 ore 18:08
Nuovi Visitatori: si raccomanda che leggiate dal principio, in quanto le lezioni precedenti sono un requisito indispensabile per questa. La prima lezione è "Perchè questa discussione?"
D: Da cinque anni sto praticando yoga ed un tipo diverso di meditazione, e sono incerto su come procedere. La tua meditazione è molto buona. L'ho sperimentato immediatamente. Non dovrei nemmeno essere qui, poichè la tradizione che seguo, proibisce di apprendere delle pratiche esterne ad essa. Cosa devo fare?
R: Come citato nell'Introduzione, questa discussione non promuove alcuna visione settaria. Ne' si oppone alle tradizioni che possono aderire agli insegnamenti di un individuo specifico o di un lignaggio di insegnanti. Ogni cosa ha un suo scopo. Spetta ad ogni individuo soppesare i pro ed i contro dei diversi approcci e scegliere attentamente un percorso che prometta di portare i migliori risultati. Ognuno è diverso. Al tempo stesso ognuno ha il medesimo potenziale, poichè siamo tutti filati mediante lo stesso filo divino – pura e silenziosa beatitudine della coscienza. Se siamo in contatto quotidianamente con tale coscienza e continuiamo a coltivarla tramite strumenti sempre più potenti, non possiamo fallire.
Se la tua via ti sta servendo bene, rimani con essa, Se ti senti appagato nel tempo, sei nel posto giusto. Tuttavia se la tradizione che segui ti sta servendo piuttosto bene, ma sembra essere carente sotto qualche aspetto, trova il coraggio e la flessibilità di provare a riempire ciò che manca. Infine, sei tu che schiuderai una coscienza di beatitudine tramite i tuoi sforzi, la devozione e l'applicazione delle pratiche più complete che puoi trovare. Questo punto di vista può avversare le tradizioni che sostengono che non possiamo ottenere la salvezza con dei mezzi che non siano i loro. Forse è così, ma un tale approccio chiude la porta ad ulteriore indagine ed investigazione scientifica delle pratiche di trasformazione spirituale umana. I metodi della scienza occidentale possono offrire molto a questo riguardo -- approcci altamente integrati e collaborativi per la scoperta e l'applicazione della conoscenza. Il successo della scienza occidentale in molti campi è stato stupefacente. E' il momento che questo metodi di sviluppo della conoscenza siano applicati nell'ambito della conoscenza spirituale.
Questa discussione è il risultato di una indagine aperta nel campo di molte pratiche avanzate di yoga, per un lungo periodo di tempo.I frutti di questo viaggio hanno dato origine ad un sistema integrato di pratiche. Se qui c'è qualcosa che contribuisce a migliorare il tuo progresso, va bene. Se, allo stesso tempo, crea frizione con la tradizione che segui, dovrai risolverlo da solo. In ultima analisi la riposta è in te. Segui il tuo cuore. Un conflitto potenziale non è una cosa brutta. Metterà alla prova la tua determinazione e ti aiuterà a condurti alla verità.
Le tradizioni spirituali venerabili sono di gran valore. Tuttavia i tempi stanno cambiando, ed oggi stiamo assistendo alla nascita di approcci più aperti, per la disamina e l'applicazione della conoscenza spirituale che ben si adattano a praticanti spirituali saggi. In definitiva, ciò avrà degli effetti profondi su tutta l'umanità. Il cambiamento è nell'aria ed è una cosa buona.
Il guru è in te.
Nota: Per istruzioni dettagliate sulla meditazione profonda, vedi AYP Deep Meditation book.
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Data: Venerdi 28 Novembre 2003 ore 18:08
Nuovi Visitatori: si raccomanda che leggiate dal principio, in quanto le lezioni precedenti sono un requisito indispensabile per questa. La prima lezione è "Perchè questa discussione?"
D: Da cinque anni sto praticando yoga ed un tipo diverso di meditazione, e sono incerto su come procedere. La tua meditazione è molto buona. L'ho sperimentato immediatamente. Non dovrei nemmeno essere qui, poichè la tradizione che seguo, proibisce di apprendere delle pratiche esterne ad essa. Cosa devo fare?
R: Come citato nell'Introduzione, questa discussione non promuove alcuna visione settaria. Ne' si oppone alle tradizioni che possono aderire agli insegnamenti di un individuo specifico o di un lignaggio di insegnanti. Ogni cosa ha un suo scopo. Spetta ad ogni individuo soppesare i pro ed i contro dei diversi approcci e scegliere attentamente un percorso che prometta di portare i migliori risultati. Ognuno è diverso. Al tempo stesso ognuno ha il medesimo potenziale, poichè siamo tutti filati mediante lo stesso filo divino – pura e silenziosa beatitudine della coscienza. Se siamo in contatto quotidianamente con tale coscienza e continuiamo a coltivarla tramite strumenti sempre più potenti, non possiamo fallire.
Se la tua via ti sta servendo bene, rimani con essa, Se ti senti appagato nel tempo, sei nel posto giusto. Tuttavia se la tradizione che segui ti sta servendo piuttosto bene, ma sembra essere carente sotto qualche aspetto, trova il coraggio e la flessibilità di provare a riempire ciò che manca. Infine, sei tu che schiuderai una coscienza di beatitudine tramite i tuoi sforzi, la devozione e l'applicazione delle pratiche più complete che puoi trovare. Questo punto di vista può avversare le tradizioni che sostengono che non possiamo ottenere la salvezza con dei mezzi che non siano i loro. Forse è così, ma un tale approccio chiude la porta ad ulteriore indagine ed investigazione scientifica delle pratiche di trasformazione spirituale umana. I metodi della scienza occidentale possono offrire molto a questo riguardo -- approcci altamente integrati e collaborativi per la scoperta e l'applicazione della conoscenza. Il successo della scienza occidentale in molti campi è stato stupefacente. E' il momento che questo metodi di sviluppo della conoscenza siano applicati nell'ambito della conoscenza spirituale.
Questa discussione è il risultato di una indagine aperta nel campo di molte pratiche avanzate di yoga, per un lungo periodo di tempo.I frutti di questo viaggio hanno dato origine ad un sistema integrato di pratiche. Se qui c'è qualcosa che contribuisce a migliorare il tuo progresso, va bene. Se, allo stesso tempo, crea frizione con la tradizione che segui, dovrai risolverlo da solo. In ultima analisi la riposta è in te. Segui il tuo cuore. Un conflitto potenziale non è una cosa brutta. Metterà alla prova la tua determinazione e ti aiuterà a condurti alla verità.
Le tradizioni spirituali venerabili sono di gran valore. Tuttavia i tempi stanno cambiando, ed oggi stiamo assistendo alla nascita di approcci più aperti, per la disamina e l'applicazione della conoscenza spirituale che ben si adattano a praticanti spirituali saggi. In definitiva, ciò avrà degli effetti profondi su tutta l'umanità. Il cambiamento è nell'aria ed è una cosa buona.
Il guru è in te.
Nota: Per istruzioni dettagliate sulla meditazione profonda, vedi AYP Deep Meditation book.
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domenica 26 maggio 2013
Lezione 18 – Domanda e Risposta: Trovare il tempo per la meditazione
Da: Yogani
Data: Venerdi 28 Novembre 2003 ore 2:28
D: La meditazione
è molto rilassante e intendo continuarla, ma sarà difficile per me riuscire a
farla due volte al giorno. Viaggio molto e ho moglie e figli con i quali amo
trascorrere il tempo quando sono a casa. Il tempo per la meditazione è breve.
Qual è il tuo consiglio ?
R: Noi che
abbiamo una famiglia, delle responsabilità, una vita impegnata abbiamo un
vantaggio quando si tratta di utilizzare la meditazione, supponendo di avere il
tempo di praticarla. Ciò accade in quanto l’evoluzione dell’illuminazione
dipende dall’interazione regolare tra la coscienza e la vita di questo mondo.
Come può essere conosciuta la vera natura del mondo, se non siamo presenti in
esso, e non stabilizziamo nelle nostre attività quotidiane, il silenzio di
beatitudine che sperimentiamo durante la meditazione?
Nessuno può dirti cosa sia più importante per te. Solo tu
puoi saperlo. E’ completamente nelle tue mani, sempre una tua scelta. Ma hai
una voce interiore che conosci. Qualcosa dentro di te ti chiama a sperimentare
di più, sempre di più. Il seme vuole crescere in un albero forte con fiori
profumati che fioriscono ovunque. Siamo tutti chiamati tramite quella corrente
di evoluzione dentro di noi. Qualunque cosa possa accadere nella nostra vita,
la corrente sarà là; è per ognuno, e facciamo un gran servizio a tutti quando
decidiamo di coltivarla. Innanzi tutto favorendo il desiderio, e poi con le
pratiche che fanno emergere con naturalezza la pace e la beatitudine che
risiedono in noi.
Se consideriamo la scelta di continuare con la meditazione,
arriviamo a delle considerazioni pratiche. Come trovare il tempo? E’ piuttosto
terra a terra. Come troviamo il tempo di
lavarci i denti, lavarci, mangiare bene, lavare i piatti, pagare i conti e buttare
l’immondizia? Queste sono cose che facciamo perché sappiamo che devono essere
fatte. Le facciamo perché sappiamo che se non le facciamo la vita diventa un
caos, una baraonda e ci sentiamo male. Potremmo riuscire a non fare qualcuna di
queste attività per un po’, ma alla fine ci metteremmo in pari. Le persone che
meditano regolarmente, da un po’ di tempo, sviluppano una prospettiva
simile relativamente alla meditazione. Sanno
che devono prendersene cura o non otterranno i risultati desiderati e la vita
non sarà tutto quello che può essere. Relativamente alla meditazione, giungono alla
medesima conclusione di lavarsi i denti, lavarsi e buttare l’immondizia. Così
trasformano la meditazione in una abitudine. Cosa facciamo quando accadono
degli eventi che sembrano rendere impossibile l’effettuazione della normale
meditazione? Sei in aereo alle 17,00 e manca ancora un’ora per arrivare a casa.
Non c’è da pensarci troppo. Medita in aereo. E come si fa’ con il rumore, con
le virate dell’aereo e le turbolenze? Niente di ciò è importante. Durante la
meditazione trattate tutti i disturbi come gestite ogni deviazione dal mantra.
Semplicemente torni a ripetere il mantra come quando ti rendi conto che non lo
stai ripetendo perché ti sei perso in pensieri, rumori, movimenti del corpo,
ciò che ti circonda o qualsiasi altra cosa. Non è difficile meditare in aereo,
treno, auto (non meditare mentre guidi!), sale di attesa, praticamente ovunque
non sia richiesto di interagire con gli altri. Naturalmente casa tua è il luogo
migliore per la pratica regolare della meditazione. Ma in caso di necessità, al
tempo stabilito, se c’è una opportunità, coglila.
Se è impossibile meditare all’ora consueta, considera
l’opportunità di farlo prima o dopo. Tuttavia non prendere l’abitudine di
meditare proprio prima di andare a letto. E’ meglio che non meditare del tutto,
ma è meglio immergerci nelle attività dopo la meditazione. Il processo di
purificazione e integrazione della consapevolezza nel sistema nervoso, si
realizza meglio durante l’attività piuttosto che durante il sonno. Infatti
meditare proprio prima di dormire può tenerti sveglio per un po’. Provalo eventualmente qualche volta e
verifica come va. Supponi di arrivare a casa da lavoro e di dovere uscire con
gli amici in mezz’ora. E’ il tempo della meditazione e generalmente trascorreresti più tempo a
casa prima di uscire. Ma questa volta non funziona. Cosa fai? Siediti e medita per cinque, dieci o quindici
minuti – ovvero per il tempo che puoi dedicare. Prendi il tempo che puoi e
utilizzalo al meglio, concedendoti il tempo adeguato per riposarti dopo la
meditazione e quindi essere pronto per l’appuntamento. Ci sono centinaia di
modi di comprimere la meditazione. Ma non fare di questa “compressione di
tempi” una abitudine quotidiana. Se pianifichi in anticipo, sarai puntuale con
la tua pratica la maggior parte delle volte. Quando qualcosa va’ storto, puoi comunque immergerti alcune volte nella pura
beatitudine della coscienza. Ti aiuta a coltivare costantemente la tua
abitudine meditativa e ti offre un’infusione di pace e beatitudine. Ogni
piccolo frammento di meditazione è un grande passo avanti. Il tuo successo sarà
nel volerlo e nel fare del tuo meglio per attuarlo ogni giorno. Se lo farai,
accrescerà la tua vita attiva e piena. E’ una delle cose migliori che puoi fare
per la tua famiglia. Alla lunga agirà come una magia invisibile nella vita dei
tuoi familiari ed i risultati esteriori saranno molto evidenti.
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Lezione 17 – Domanda e Risposta: Ero addormentato durante la meditazione?
Da: Yogani
Data: Martedi 25 Novembre 2003 ore 0:12
Data: Martedi 25 Novembre 2003 ore 0:12
D: Penso di essermi addormentato durante la meditazione,
sebbene non mi sembra di avere perso
consapevolezza. Sembrava che fossi sveglio, ma privo del senso del tempo o di
altro. Poi mi sono reso conto che la testa era sul petto e ho guardato
l’orologio. Erano trascorsi trenta minuti. Mi sentivo un po’ barcollante,
instabile e non me la sentivo di alzarmi, così mi sono sdraiato per un pochino.
Poi mi sono sentito bene. Ero addormentato?
R: Nessuna esperienza sensoriale, nessun mantra, nessun
pensiero, ma conscio interiormente – eri addormentato? Probabilmente no.
Talvolta la meditazione produce una condizione simile al sonno, come quella che
hai descritto, ma i parametri fisiologici sono diversi. Il metabolismo rallenta
maggiormente che nel sonno. Il battito
cardiaco e la respirazione sono molto più lenti che nel sonno, quasi si
fermano. Il corpo e la mente raggiungono uno stato di completo silenzio,
sebbene si rimanga svegli. Durante la meditazione il livello di riposo è più
profondo che nel sonno. Si tratta di un riposo diverso che rimuove le impurità,
le ostruzioni alla consapevolezza che il sonno non può raggiungere. Tuttavia la
meditazione non è un sostituto del sonno che ha le proprie dinamiche nel ciclo
quotidiano di ringiovanimento.
Le persone che meditano
per anni possono avere meno necessità di dormire, a seguito della purezza
accumulata nel loro sistema nervoso. Non è che la meditazione rimpiazzi il
sonno. Significa che il corpo e la mente si sono gradualmente purificati nel
tempo, ed il corpo necessita una minore purificazione durante il suo ciclo di
sonno quotidiano.
E’ la purezza che emerge a lungo termine dalla meditazione e
dalle altre pratiche avanzate di Yoga che generalmente riducono la necessità di
riposo. Nel tempo la consapevolezza
rimane presente per ventiquattro ore al giorno. Quindi le attività quotidiane,
i sogni ed il sonno profondo sono come un film proiettato sullo schermo della
nostra consapevolezza silenziosa ed estatica. In questa condizione non siamo
più addormentati. Questo è il tipo di libertà e felicità che ognuno è in grado
di ottenere naturalmente – un nostro inalienabile diritto di nascita.
Hai fatto bene a sdraiarti al termine della meditazione
finchè non ti sei sentito di alzarti in uno stato di chiarezza. Questa è
un’altra circostanza nella quale è richiesto un riposo extra dopo la
meditazione. Una notevole purificazione è avvenuta durante la meditazione.
Possono avvenire molti diversi tipi di esperienze durante la meditazione che
spaziano dal sublime al ridicolo. Fa tutto parte del medesimo processo di
pensare al mantra con semplicità e lasciare che operi. Quindi avviene la
purificazione. Permettiamo che accada. Poi, quando ne siamo consapevoli,
torniamo al mantra e permettiamo che la mente si immerga nuovamente. Questo
procedimento, effettuato due volte al giorno per venti minuti ciascuna,
trasformerà gradualmente la tua vita nella beatitudine. Ricordati di
considerare qualsiasi esperienza accada, anche quando non ripeti il mantra, come
parte del tuo tempo di meditazione. Ogniqualvolta accada qualcosa di simile e
tu superi il tempo stabilito per la meditazione, assicurati di dedicare il
tempo appropriato per riposare al termine della sessione di meditazione. Se mantieni
equilibrata la tua meditazione con la giusta quantità di riposo al termine
della stessa, ti alzerai sentendoti ristorato e pronto per l’attività.
Il guru è in te.
Lezione 16 – Domanda e Risposta: Beatitudine
Da: Yogani
Data: Domenica 23 Novembre 2003 ore 2:42
Data: Domenica 23 Novembre 2003 ore 2:42
D: fin da quando
ho iniziato a meditare, sono stato riempito di beatitudine. Mi siedo e penso I
AM alcune volte ed entro in un silenzio interiore frizzante. Sono scomparso per
10 minuti ieri, prima di rendermene conto. Ho pensato I AM ed ero entrato
nuovamente nella beatitudine. Provo un tale sentimento di gratitudine. Il mio
background è di devota cattolica ed è stato difficile per me relazionarmi con le tradizioni orientali,
sebbene io abbia intuito che là c'è molto valore. Questo sembra un approccio
meraviglioso - un ponte. Mi sento più vicina a Cristo. È tutto vero?
R: mentre cresce la nostra esperienza e si
stabilizza su un piano superiore, e poi continua a crescere con la pratica,
senza cessare di espandersi, abbiamo la risposta alla domanda: è tutto vero? La
risposta è dentro di te. Questa è la verità della vita spirituale - mentre
pratichiamo e ci apriamo dall'interno, l'esperienza diventa auto-legittimante.
Non devi andare altrove per trovarla, per provarlo a te stessa. Una volta che
lo sappiamo, la nostra vita diventa un viaggio gioioso e senza fine alla
scoperta di se'. A queste condizioni, la vita umana si trasforma gradualmente
in un caleidoscopio di beatitudine. Gesù disse: "cercate prima il regno di
Dio all'interno, tutto il resto vi sarà aggiunto." La beatitudine è un
nostro diritto di nascita, la nostra vera natura. È tempo di fare un passo
avanti e rivendicarla tramite il risveglio delle abilità naturali con le quali
siamo nati. Per la maggior parte di noi si tratta di un lungo viaggio. C'è
voluto molto tempo perché diventassimo
bloccati così completamente relativamente alla nostra vera natura. È
ragionevole che ci voglia un po' di tempo per aprirci nuovamente, anche con gli
strumenti migliori. A volte sperimenteremo una chiara visione della beatitudine
zampillante dentro di noi. In altri momenti, ci sentiremo bloccati, o come se
fossimo alesati dall'interno mentre proseguiamo con le nostre meditazioni
quotidiane. Il processo si schiuderà in diversi modi. Nel tempo la beatitudine
predominerà, e noi vedremo il mondo come non
l'abbiamo mai visto prima. Vedremo la beatitudine zampillare ovunque,
costantemente. Un tubo non può restare sporco per sempre se lo nettiamo
quotidianamente con l'acqua pura della consapevolezza. Così, mentre la
beatitudine che percepisci è un tesoro ed è certamente reale, tieni a mente che
mentre la tua meditazione prosegue, ci saranno cicli di esperienza. A volte ti
sentirai nello stesso modo di quando hai scritto relativamente alla beatitudine
provata. Altre volte potrai non sentirti così beata, mentre è in corso una
pulizia profonda. Ci potranno addirittura essere dei periodi dove ti sentirai
bloccata in un plateau di esperienza. Continua a meditare ogni giorno, a prescindere.
Alla lunga ciò che conta è la tua pratica quotidiana. Indipendentemente da ciò
che può essere l'esperienza, se la nostra pratica è corretta e costante, alla
fine avremo i risultati. In relazione al tuo viaggio, sperimenterai molte
emozioni: meraviglia, stupore, gratitudine, impazienza, noia, rabbia,
frustrazione, dolore... Qualunque siano i sentimenti, utilizzali per raddoppiare
il tuo impegno verso la pratica. Se puoi trasformare i tuoi sentimenti,
qualunque siano, in un desiderio incessante di effettuare la tua pratica
quotidiana, allora non puoi fallire. Poiché sei devota. E quelli che sono
fermamente devoti hanno sempre successo, prima o dopo. Il tuo desiderio sarà
sempre l'ingrediente essenziale. Coltivalo bene.
Il guru è in te.
Lezione 15 – Domanda e Risposta: Irrequietezza durante la meditazione
Da: Yogani
Data: Mercoledi 19 Novembre 2003 Ore 1,01
D: fin dal
principio, ho sperimentato una piacevole calma e serenità per alcuni giorni.
Poi ho iniziato a sentirmi irrequieto durante la meditazione e irritabile
durante il giorno. Cosa sta accadendo?
R: sebbene la pulizia del sistema nervoso
tramite la meditazione sembri un processo abbastanza semplice, è piuttosto
delicato. La procedura che utilizziamo è facile - semplicemente pensiamo al
mantra, successivamente ci rendiamo conto di averlo tralasciato, quindi con
semplicità torniamo ad esso senza tentare di mantenerlo chiaro o poco chiaro...
E così via per 20 minuti due volte al giorno. Ma non lasciatevi ingannare dalla
semplicità. Non prendetela con leggerezza. Questa è una pratica avanzata e
potente. Stiamo facilitando il rilascio naturale di vite di ostruzioni dal
profondo di noi stessi. Questi sono tensioni e stress incorporati nel nostro
sistema nervoso che restringono la nostra visione della verità dentro ed
intorno a noi. Siamo nati con alcune di queste restrizioni. Ne abbiamo aggiunte
altre in questa vita. Tutto questo viene rilasciato a poco a poco durante la
meditazione. Si tratta di una grande impresa con profondi risultati. Se il
processo di purificazione è un pochino fuori equilibrio, può esserci un po' di
disagio - Irrequietezza. Irritabilità.
Sensazioni fisiche sgradevoli. Agitazione. Pensieri sgradevoli. Cose di
questo tipo. Fortunatamente ci sono dei modi per equilibrare il processo di
meditazione, nel caso ci sia qualche tipo di disagio. La prima cosa da fare è
prendere un tempo abbondante per uscire dalla meditazione. Ricorda che durante
la meditazione avviene un processo di purificazione interiore. A te può
sembrare che non stia accadendo molto, ma se tu salti su dalla meditazione senza
prima riposare, puoi sentirti irritabile per un po' di tempo dopo - forse
persino per tutto il giorno. Non sfogarlo sui tuoi cari, amici e colleghi.
Vedilo per quello che è -uno squilibrio nella tua pratica. Prenditi sempre
almeno alcuni minuti per non fare nulla con gli occhi chiusi (in relax, senza
pensare al mantra) al termine della meditazione. Ciò consente di rilasciare lo
stress e le tensioni dal sistema nervoso durante la meditazione affinché si
disperdano innocuamente. Quindi quando ti alzerai, ti sentirai leggero e riposato.
Se ciò non accade, probabilmente non ti sei riposato abbastanza a lungo. Così
al termine riposa tanto a lungo quanto necessario per consentirti una
transizione tranquilla dalla meditazione all'attività. Potrai anche desiderare
di sdraiarti un pochino al termine della meditazione. Ogni persona è diversa.
Scopri ciò che è meglio per te quando termini la meditazione. Alcune persone
rispondono molto velocemente alla meditazione. Basta poco per fare molto.
Questa è una cosa buona, così se tu sei uno di questi, sei benedetto, ma devi
stare attento a bilanciare la tua routine affinché non ti senta a disagio a
causa dell'alto tasso di purificazione interiore che avviene. Se sdraiarsi e
riposare per un po' dopo i 20 minuti di meditazione non risolve le cose, allora
può essere necessario accorciare il tempo della meditazione a 15 minuti. Se c'è
ancora disagio, provate con 10 minuti. Trovate il vostro equilibrio. E prendete
sempre il vostro tempo per uscire dalla meditazione. Talvolta il disagio fisico
può avvenire durante la meditazione. Di solito questo è un sintomo della
rilascio di ostruzioni nel sistema nervoso. Se ciò interferisce con il processo
semplice della meditazione, allora fate una pausa dal mantra e fate sì che
l'attenzione si sposti verso il disagio
fisico. Semplicemente rimanete con esso per un pochino. Generalmente questo
atteggiamento dissolverà il disagio naturalmente. Quando ciò accade, ritornate
alla mantra e continuate la vostra meditazione fino a che il tempo è terminato.
Contate come parte del vostro tempo di meditazione, il tempo trascorso nel
porre attenzione al disagio fisico. Se la sensazione non si dissolve,
sdraiatevi per po', finché la sensazione si placa. È una cosa buona. Una grande
ostruzione se ne sta andando. Lasciatela andare con semplicità e naturalezza.
La medesima procedura si applica se siete sopraffatti da una serie continua di
pensieri soverchianti, i quali possono o non possono essere accompagnati da
sensazioni fisiche. Se non riuscite a tornare con facilità al mantra,
semplicemente rimanete con i pensieri finché non si diradano abbastanza da
consentirvi di tornare al mantra nuovamente. Ricordate che la meditazione non è
un combattimento con l'attività fisica o mentale che possiamo avere. Tutti
questi sono sintomi del rilascio di ostruzioni dalla profondità del nostro
sistema nervoso. E noi semplicemente li
lasciamo andare. Il nostro compito è di seguire la semplice procedura di
pensare il mantra e permettere al processo di purificazione interiore di accadere.
Questa non è una guerra a livello della mente conscia. Non puoi mai vincere in
quel modo. Stiamo lavorando dall'interno, dal di dentro e oltre la mente
subconscia. Per fare ciò, dobbiamo permettere che l'abilità naturale della mente
ci porti all'interno. Così impariamo a pensare al mantra con semplicità e
lasciarlo andare all'interno. La meditazione è il mezzo più efficace di operare
profondamente all'interno della mente subconscia e ripulirla. Tramite la
meditazione noi andiamo con facilità oltre la mente subconscia per giungere
alla consapevolezza sottostante, la fonte di tutto ciò che è vero ed evolutivo.
È la nostra consapevolezza che rimuove le ostruzioni interiori, se le diamo
l'opportunità tramite la meditazione. Nel tempo, mentre le ostruzioni vengono
rimosse, troviamo sempre più un silenzio pacifico nella nostra vita quotidiana.
Ciò rappresenta l'alba dell'illuminazione, il nostro stato naturale. Così
continuiamo a pulire la finestra del nostro sistema nervoso quotidianamente.
Il guru è in te.
Lezione 14 – Domanda e Risposta: Non accade molto durante la meditazione
Da: Yogani
Data: Martedi 18 Novembre 2003 ore 0:56
Data: Martedi 18 Novembre 2003 ore 0:56
D: (Nota del
traduttore: Domanda) Ti ringrazio per le istruzioni sulla meditazione. Tuttavia
non sembra funzionare con me. Ripeto il mantra e non accade molto. Vago nei
miei pensieri di ogni giorno e poi torno al mantra quando mi ricordo, come ci
hai detto, e continuo così per venti minuti. E’ piuttosto noioso. Forse non
sono adatto per questo metodo?
R: (Nota del
traduttore: Risposta) Il nostro sistema nervoso è cablato per l’esperienza del
silenzio beato. In verità, noi siamo creati per questo. Nessun essere umano fa
eccezione. Comunque, ogni sistema nervoso contiene delle ostruzioni che hanno
necessità di essere liberate e risciaquate. – vite durante le quali abbiamo
accumulato impurità che bloccano la manifestazione nel mondo del nostro stato
naturale. Le pratiche yoga si curano della rimozione di queste ostruzioni. Lo
yoga è un processo di pulizia. Tale pulizia porta l’unione della nostra natura
interiore ed esteriore. Durante la meditazione, sappiamo che il processo è
operativo quando perdiamo il mantra e più tardi ci ritroviamo in altri
pensieri. Il fatto che ci siano questi altri pensieri durante il processo della
meditazione, sono un segnale che qualcosa è stato liberato. Riconoscendo ciò,
torniamo al mantra e continuiamo il processo. E' importante rendere semplice il
mantra, senza attaccarsi ad una pronuncia mentale chiara, senza aggrapparsi ad
una pronuncia mentale poco chiara, ma lasciarlo venire fuori con semplicità. Se
sviluppiamo questa abitudine con semplicità, la mente si stabilirà nel silenzio
con naturalezza. Stiamo facilitando un processo naturale della nostra mente.
Fino ad oggi, tutti i nostri pensieri consci si sono manifestati all'esterno
nella mente e nel mondo. Il mantra I AM ci conduce all'interno nella de-manifestazione, verso la
fonte dei nostri pensieri, la nostra fonte, pura coscienza, consapevolezza
illimitata. Ma non viene sempre sperimentata in queste modalità gloriose.
Spesso perdiamo il mantra, abbiamo del tempo gradevole nel quale non c'è mantra
e non ci sono pensieri, poi torniamo ad essere consapevoli dei pensieri
nuovamente e quindi ritorniamo al mantra. Il processo di purificazione procede.
Questa è la meditazione perfetta. Questa è l'abitudine che intendiamo coltivare
nella meditazione ogni giorno, perchè ci condurrà all'infinito. La procedura è
molto specifica e in un dato giorno potresti o non potresti percepire una
espansione interiore. Vedi? In un certo
senso è come scavare alla ricerca di un tesoro. Per scavare bene bisogna
muovere la terra in un certo modo, affinchè possiamo giungere alla cassa piena
d'oro che ci aspetta. L'azione di scavare in se stessa può non
assomigliare ad una cassa piena d'oro.
Nondimeno solo scavando si giunge all'oro. Per quanto riguarda la meditazione,
la buona notizia è che saremo in grado di intravedere spesso l'oro mentre
saremo impegnati a scavare, nonché anche quando non stiamo scavando durante le
nostre attività quotidiane. La nostra sperimentazione dell'oro si accresce
gradualmente nel tempo, man mano che pratichiamo la meditazione quotidianamente.
Poi un giorno, ci rendiamo conto che noi siamo oro. Siamo stati perseveranti
per lungo tempo e tutto è cambiato. Dal primo giorno cominciamo a vedere il
mondo diversamente, poiché tramite il processo di purificazione interiore
stiamo diventando quello che è alla base del mondo. Lo siamo stati fin
dall'inizio. Tramite lo yoga purifichiamo la finestra del nostro sistema
nervoso. E sviluppiamo una chiara percezione che questa è la verità. Ecco chi
siamo. Si va svelando il mistero della vita. Siamo ciò che sta alla base di
tutto. Noi siamo eterna beatitudine!
Così attaccati ad essa. Soffia continuamente sul fuoco del
tuo desiderio di conoscere la verità dentro di te. Questo ti permetterà di proseguire.
Lungo la via, riceverai dei feedback positivi da dentro di te. Mentre la tua
esperienza si approfondirà, non vorrai smettere di facilitare questa abilità
naturale che hai di entrare in te, perchè
è il tuo se' che si sta svelando. Sarai ad auto-propulsione. Nel tempo
aggiungeremo altre pratiche yoga avanzate che aumenteranno significativamente
il potere della meditazione. Se un robusto tubo da giardino non riesce a
rimuovere tutta la sporcizia, abbiamo la possibilità di collegare il tubo
flessibile ad una idropulitrice.
Lezione 13 – La meditazione – Risvegliare il seme del silenzio
Da: Yogani
Data: Domenica 16 Novembre 2003 ore 0:08
Data: Domenica 16 Novembre 2003 ore 0:08
La tua mente ha l'abilità naturale di stare tranquilla.
Quando si acquieta, sei in contatto con il tuo genio. Albert Einstein ha detto
che le idee che lo hanno condotto alla teoria della relatività, gli sono venute
durante momenti di quieta riflessione. Sonate e sinfonie risuonavano nelle
estensioni silenziose della mente di Mozart. Tutto ciò che doveva fare, era di
trascriverle. Sappiamo che Isaac Newton ha scoperto la legge del movimento e della
gravità mentre si rilassava sotto un albero di mele. Nessuno sa se veramente
gli sia caduta in testa una mela, ma non c’è dubbio che la sua mente abbia
prodotto tesori di conoscenza, in uno
stato di quiete. Potremmo citare
ulteriori esempi, ma avete colto il significato. Una mente in silenzio ha una
grande creatività. Ma ciò non è tutto. Una mente in silenzio è colma di pace,
beatitudine e salute ed irradia queste qualità dalla persona intorno a se’. Le
persone che sanno come coltivare una mente quieta, non sono solo in contatto
con la loro creatività interiore, ma emanano anche una giovinezza ed un
ottimismo che influenza le persone vicine. Hanno “buone vibrazioni”.
In precedenza abbiamo parlato di consapevolezza
(consapevolezza – l’osservatore) ed il mondo oggettivo (l’osservato). La natura
essenziale della nostra consapevolezza è un silenzio beato. E’ ciò che sta
dietro la mente, quello che si sperimenta quando la mente di acquieta. E’ un
deposito infinito delle qualità sopra indicate – il reame di ciò che conosciamo
come Dio, proprio sempre qui al nostro
interno. Questa è la ragione per cui nei Salmi
viene proclamato “Sta’ in silenzio, e riconosci che Io sono Dio”. Tutto ciò che
dobbiamo fare per avere accesso al divino è di imparare a come essere in silenzio. La meditazione è il
processo che consente alla mente di acquietarsi sistematicamente per
determinati periodi durante ogni giorno. Nel fare questo quotidianamente per
settimane, mesi ed anni, la quiete e la consapevolezza diventano gradualmente
più evidenti quando la mente è attiva, mentre non stiamo meditando, e la vita
di tutti i giorni ne è arricchita. La relazione esistente tra la meditazione ed
il mondo muta gradualmente tramite la meditazione. Questo è il processo dello
Yoga, l’unione. E’ il primo passo. Una volta che il silenzio beato diventa
parte dell’esperienza quotidiana, possono essere fatte altre cose per
aumentarlo ed espanderlo. Ma prima dobbiamo stabilire una base nella
consapevolezza, per così dire risvegliare il seme silenzioso interiore. Abbiamo
detto che la vostra mente ha l’abilità naturale di acquietarsi. Tramite il
metodo di meditazione profonda che praticheremo qui, valorizzeremo questa
abilità naturale. Infatti tutte le pratiche che verranno insegnate (e ce ne
sono parecchie), valorizzeranno le vostre qualità naturali. L’idea è di
mostrarvi come utilizzare i doni che voi avete già. Noi aggiungeremo solo delle
leve specifiche qua e là per attivare le vostre capacità naturali. Il resto
dipenderà da voi. Se applicherete quanto leggerete, e lo farete nel tempo, un
giorno saprete che siete un mezzo di beatitudine perpetua, in grado di
sperimentare ben oltre le immaginazioni della mente. Per davvero. La meditazione è il primo passo.
I pensieri riempiono la mente dal momento in cui ci svegliamo al mattino, fino
a quando ci addormentiamo di sera,ed
ulteriori pensieri vengono mentre sogniamo. Tuttavia, noi diciamo che la mente
ha l’abilità naturale di acquietarsi. Come?
Per farlo useremo un pensiero. Non un pensiero qualsiasi. Un
pensiero speciale che si chiama “mantra”.
Utilizzeremo un metodo specifico di pensare al mantra che consentirà
alla mente di fare quello che può fare con facilità, se le viene data la
possibilità: calmarsi. In realtà, qualsiasi pensiero può essere utilizzato per
meditare, come è stato ampiamente dimostrato dai ricercatori negli ultimi
trent’anni. Tuttavia, noi vorremmo utilizzare un pensiero specifico che ha
dimostrato certe qualità vibratorie, un pensiero che produce un certo effetto
nel nostro sistema nervoso. Si tratta di un pensiero che verrà implementato con
il progredire della nostra pratica, ma ne riparleremo più avanti. Il mantra con
il quale cominceremo qui è:
….I AM…(audio)
Durante la meditazione non ci focalizzeremo sul significato
di I AM. Non c’è dubbio che abbia un significato sacro, in particolare nella
tradizione Giudeo/Cristiana. E ha anche delle similitudini con dei suoni sacri
di altre tradizioni. Ci interessa il suono, non il significato. Utilizzeremo il
suono interiormente. Ricerchiamo la profonda qualità vibratoria del suono,
quando viene utilizzata efficacemente nella profondità della mente e del
sistema nervoso. Forse è proprio a causa di questi profondi effetti che
avvengono negli esseri umani, la ragione per cui “I AM” è stato riverito per
secoli. Ciò che faremo è di focalizzarci sul corretto uso del mantra durante la
pratica di meditazione. In tal modo otterremo i migliori risultati. Ecco come
lo utilizzeremo:
Trovate un posto tranquillo e confortevole dove potete
sedervi, preferibilmente con un supporto per la schiena. Vogliamo rimuovere le
distrazioni inutili. Semplicemente sedetevi e rilassatevi da qualche parte dove
potrete chiudere gli occhi per venti minuti, senza interruzioni. Una volta che
vi siete sistemati, chiudete gli occhi. Noterete i vostri pensieri, fiumi di
pensieri. Va bene così. Semplicemente osservateli, senza curarvi di essi. Dopo
circa un minuto, introducete gentilmente il pensiero …I AM e cominciate a ripeterlo con facilità e senza
sforzo nella vostra mente. Se la vostra mente vaga in altri pensieri, vi
renderete conto che questo è accaduto. Non vi preoccupate. E’ naturale. Quando
vi rendete conto che non state ripetendo il mantra, ritornate a pensarlo con
gentilezza. Questo è tutto quello che dovete fare. Ripetere semplicemente il
mantra silenziosamente dentro di voi. Quando vi rendete conto che non lo state
pensando, ritornate ad esso. L’obiettivo non è di restare su di esso. La meta è
di seguire la procedura semplice di pensare al mantra, perderlo, e ritornare ad
esso quando ci accorgiamo di averlo perso. Non resistete se il mantra tende a
diventare meno distinto. Pensare al mantra non deve essere con una chiara
pronuncia. I AM può essere sperimentato
a vari livelli nella vostra mente e nel sistema nervoso. Quando ritornate al
mantra, tornate ad un livello che sia confortevole, non sforzatevi di avere una
pronuncia chiara o sfocata. Applicate questa procedura per venti minuti e poi,
con gli occhi chiusi, prendetevi alcuni minuti di riposo prima di alzarvi.
Questa pratica deve essere effettuata due volte al giorno, prima che iniziate la
giornata e prima di iniziare le attività serali. E’ meglio farla prima dei
pasti, poiché la digestione può interferire con il processo della meditazione.
Impegnatevi con voi stessi a praticarla per alcuni mesi. Datele il tempo di
funzionare. Rimarrete meravigliati dei risultati e quindi vorrete proseguire
per ottenere ancora di più.
Per ora è abbastanza.
Nelle prossime lezioni approfondiremo il processo e le
conseguenze della meditazione. Quindi inizieremo ad operare su di un’altra
abilità naturale che abbiamo, la nostra capacità di utilizzare il respiro per
muovere il silenzio in noi con una estasi senza fine.
Lezione 12 – L'ingrediente essenziale: il desiderio
Da: Yogani
Data: Domenica 16 Novembre 2003 ore 11:48
E' risaputo che se vogliamo avere successo in qualcosa,
qualsiasi cosa, dobbiamo desiderarla continuamente ed avere la disponibilità ad
operare ogni giorno per soddisfare quel desiderio. Pensate alle persone di
maggior successo che conoscete. Non è proprio questo che hanno in comune? Se
osserviamo la loro vita, notiamo che hanno lavorato a lungo e duramente, per
raggiungere l'eccellenza nel campo da loro scelto. Dietro a ciò, li ha spinti
innanzi un desiderio insaziabile di avere successo nei loro sforzi, mentre
lavoravano per anni verso il loro obiettivo
e consentiva loro di superare gli ostacoli. E' lo stesso nello yoga dove
si lavora per l'unione divina. Gesù ha detto “Beati
quelli che sono affamati ed assetati della giustizia, perché essi saranno
saziati.” Egli ha anche detto: “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete;
picchiate e vi sarà aperto”. Questa è la formula magica – desiderio indirizzato
verso un obiettivo che genera l'azione verso quella meta. Il desiderio costante
è il carburante. L'azione quotidiana è il fuoco. Il termine “continuo” è
importante, come lo è la parola “meta”. Senza queste due funzioni operative, i
desideri si disperdono, le azioni sono sfocate e non accade molto. Se sono messe
in atto insieme, qualsiasi cosa è realizzabile.
Se coltiviamo il nostro desiderio
di diventare focalizzati costantemente su di una meta particolare, come ad
esempio la realizzazione dell'unione divina, stiamo coltivando un tipo di
desiderio speciale. Si chiama “devozione”. La devozione è il flusso continuo di
desiderio verso un oggetto o un obiettivo. Noi tutti siamo familiari con il
concetto di devozione. E' la maniera con la quale spieghiamo il successo di
alcune persone: “Oh, lei è così devota al suo lavoro”. O delle grandi mistiche:
“Oh, lei è così devota a Dio”. Non è una coincidenza che devozione e grandezza
si trovino nel medesimo luogo. La prima conduce immancabilmente alla seconda.
La seconda non può avvenire senza la prima.
Qualunque possa essere il vostro
concetto di illuminazione, da qualsiasi tradizione o credo proveniate,
qualsiasi cosa vi ispiri nella direzione di una apertura spirituale,
coltivatela. E' il motore della pratica. E' ciò che consente di sostenere una
pratica spirituale quotidiana per il tempo necessario. La nostra esperienza
divina cresce mentre pratichiamo. Ed insieme ad essa cresce la nostra
devozione. Una crescita della devozione intensifica il nostro impegno verso la
pratica, ed una pratica più dedicata si assoggetta ad una esperienza più
divina, che a sua volta aumenta la devozione ulteriormente. In questo modo
progredisce – la devozione si arrende alla pratica...la quale si sottomette
all'esperienza divina...che si arrende a maggiore devozione...e così via. La
devozione sostenuta febbrilmente tramite ogni mezzo possibile, è la migliore
amica dell'aspirante spirituale. Non è sempre facile essere costantemente
consumati da “fame e sete” spirituale, ma ci pone sulla strada reale per
l'illuminazione. Una intensa devozione per la trasformazione della nostra vita
tramite le pratiche yoga ci assicura che ciò che deve essere fatto sarà
compiuto.
Parlando di ciò che deve essere
fatto, parliamo del prossimo passo – sviluppare l'abitudine di coltivare la
nostra profondità eterna silenziosa su base quotidiana. Parliamo della
meditazione.
Lezione 11 – Che cos’è lo Yoga? Cos’è la Religione?
Da: Yogani
Data: Domenica 16 Novembre 2003 ore 11:47
Data: Domenica 16 Novembre 2003 ore 11:47
Yoga. Religione. Queste due parole evocano così tante
immagini, non è vero? Non sono tutte così chiare. E non sono tutte buone. Ora
non lasciamoci coinvolgere nelle manie dell’umanità. Teniamoci stretti ai
fondamentali. Poiché la pratica spirituale si vede meglio in termini di
fondamentali e spesso è annebbiata dalle colorazioni culturali di queste
semplici parole. Yoga significa “unire”. Religione significa “legare insieme”.
Hmmm..significati simili. Ma unire o legare insieme cosa? Ah..questa è
l’essenza di ciò. Noi siamo o sembriamo essere due cose che devono essere
rimesse insieme. Da un lato siamo nel mondo dello spazio e del tempo, un mondo
che percepiamo tramite i sensi. D’altra parte siamo osservatori del mondo,
qualcosa dietro a tutto questo, all’interno di tutto. Siamo coscienti.
Consapevoli. Siamo sia il soggetto (l’osservatore) che l’oggetto (l’osservato).
E queste due cose sono separate. Ma devono essere separate? Lo sono davvero? Lo
Yoga e la religione rispondono “No”. Così il processo di mettere insieme parte
da qui. Non importa cosa avete udito in passato, questo è il significato di
Yoga e Religione.
Ma perché la separazione all’inizio? Se queste due cose sono
una, perché ce ne sono due? Pensa a te stesso per un minuto. Chi sei? La
maggior parte di noi indicherebbe il
proprio corpo e direbbe “Questo sono io”. Tutti noi percepiamo qualcosa di più.
Ma il meglio che possiamo fare è di osservare il nostro corpo e dire “Questo
sono io. Questo è il mio corpo. Il mio nome è Joe Schmo. Posso pensare e
percepire e anche questo è parte di me.” Non suonerebbe un po’ strano se tu
dicessi a qualcuno: “Sono qualcosa oltre tutto quello che tu puoi vedere e
dietro tutto quello che penso e percepisco, sono consapevolezza?” Perché strano? Perché ci identifichiamo con
le percezioni del nostro corpo/mente e con questo mondo. Si tratta di
abitudine, una abitudine profonda e radicata biologicamente e
neurologicamente. Non solo questo.
Perché noi abitualmente imprimiamo il nostro senso del se’ nel nostro
corpo/mente, vediamo ciò che ci circonda fisicamente come separato da noi. Così
il mondo diventa straniero a se stesso. Tramite il processo di identificazione
delle percezioni, l’uno è diventato molti. Lo yoga e la religione operano per
nettare l’identificazione della consapevolezza che ha condotto l’uno a
diventare molti. Non stiamo dicendo che il mondo svanirà. Semplicemente verrà
visto per ciò che è realmente: un fluire dell’uno, il vero te. Allora diventerà
un posto molto più amichevole. Questo è il punto fondamentale: trovare felicità
nella nostra vita nel mondo. Sebbene la maggioranza continui a sterzare verso
le ombre dell’apparente separazione, non c’è necessità che proseguiamo a vedere
le cose in quel modo. Questa è la promessa dello yoga e della religione. Questa
è la promessa della pratica spirituale. E’ una buona promessa. Dipende da noi
realizzare la promessa dello yoga e della religione, utilizzando i mezzi
migliori che possiamo trovare. Detta unione non proviene da una comprensione
intellettuale della situazione, sebbene tale comprensione non faccia male. Essa
si riferisce al cambiamento profondo del nostro modo di funzionare sia
biologicamente che neurologicamente. Quindi muta la nostra esperienza. Da quel
punto in poi, i nostri pensieri, sentimenti ed azioni diventano pieni di amore
e scopo. Potremmo tutti utilizzare maggiormente queste caratteristiche. L’identificazione
gradualmente si dissolve e qualcosa di stupendo viene fuori da dentro di noi.
Lo yoga non è solo un processo mentale. E’ fisico, come potrà confermare
chiunque abbia partecipato ad una lezione di yoga. La pratica yoga opera su
molti livelli - fisico, mentale,
emotivo, neurologico – e nelle galassie di energia estatica interiore!
Il Processo di unione inizia facendo diretta esperienza con
il nostro sé interiore, la nostra consapevolezza. Una volta che abbiamo
stabilito un punto d'appoggio nella consapevolezza, possiamo procedere con
molte altre cose. Diventare consapevoli con regolarità della nostra
consapevolezza profonda è gradevole e porta pace. Inoltre può portare sollievo ad una vita febbrile ed
impegnata. Ciò avviene tramite la meditazione. Un tipo di meditazione molto
particolare che si chiama meditazione profonda. Questa sarà la prima pratica
avanzata di yoga che impareremo sulla strada dell’unione, sul sentiero di
unirci nuovamente a noi stessi. E’ un buon passo iniziale che porta un
risultato importante in cambio di un piccolo impegno quotidiano. “Impegno
quotidiano?” direte. Parleremo di questo prossimamente. Senza un impegno verso
uno sforzo quotidiano, sprechereste il vostro tempo qui e altrove.
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